Scambio sul posto Fotovoltaico GSE: Come Funziona, Calcolo e Convenienza

Lo Scambio sul posto Fotovoltaico GSE è un meccanismo che permette la compensazione tra l’energia prodotta e immessa nel circuito del gestore da un impianto privato in un determinato momento e l’energia prelevata e consumata in un momento successivo a quello in cui avviene la produzione. Poiché c’è ancora molta confusione sull’argomento, vediamo di far chiarezza sul funzionamento, il calcolo e la convenienza di questo meccanismo di reddito per i possessori di impianti fotovoltaici.

Come funziona lo Scambio sul posto Fotovoltaico GSE

Lo Scambio sul posto Fotovoltaico GSE è un meccanismo che permette di valorizzare l’energia immessa nella rete dagli impianti fotovoltaici domestici o aziendali. È ormai noto che la convenienza di installare dei pannelli fotovoltaici al servizio della propria casa o azienda dipende dall’autoconsumo, cioè dall’utilizzo in proprio di una parte dell’energia auto-prodotta. Qualora in un particolare momento la richiesta di energia da parte dell’utente sia molto bassa, l’eventuale energia eccedente viene immessa nella rete elettrica locale e valorizzata attraverso lo Scambio sul Posto.

Dal 90% degli italiani NO al carbone e SI al solare, anche con nuovi incentivi

I dati del 9° Rapporto “Gli italiani e il solare” confermano il sostegno larghissimo degli italiani verso il solare ma rivelano una novità: il 90% degli intervistati vuole la chiusura entro il 2020 delle centrali più inquinanti, a carbone e a olio combustibile, e si spingono ben oltre il 75% di rinnovabili ipotizzato dalla Energy Road Map europea, auspicando infatti un’Italia 100% ad energia verde. Milano, 8 maggio 2013 – Inaspettati i dati sul carbone che, secondo l’80% degli intervistati, è considerata la fonte d’energia del passato e che, insieme al petrolio, sono chiaramente identificati dagli italiani come i combustibili fossili più dannosi per il clima.

La proposta di chiudere entro il 2020 tutte le centrali a carbone e a olio combustibile, a partire da quelle più vecchie ed inquinanti, è stata accolta favorevolmente dal 90% degli intervistati che peraltro sono d’accordo con l’Energy Road Map europea al 2050 e guardano con speranza alla possibilità di arrivare al 100% di energia prodotta da fonti rinnovabili. Infine, per l’88% degli intervistati, sarebbe auspicabile l’introduzione di una carbon tax sulle attività che producono emissioni di CO2. Sono questi alcuni dei dati emersi dal focus “carbone, carbon tax e smart grids” del 9° Rapporto “Gli Italiani e il solare” realizzato da IPR Marketing e dall’Osservatorio sul Solare della Fondazione UniVerde con il sostegno di Yingli Green Energy Italia e di Sorgenia.

I principali dati congiunturali del settore elettrico italiano

Nel 2014 i dati del settore elettrico nazionale evidenziano una contrazione della produzione elettrica e dei consumi, in concomitanza del perdurare della crisi economica e senza significativi incrementi di efficienza negli usi finali o spostamenti verso vettori energetici diversi dall’energia elettrica. Il fatto che la diminuzione della produzione (-4%) sia stata più accentuata del calo dei consumi (-3%), nel bilancio elettrico si riflette con un incremento del saldo estero rispetto allo scorso anno. Da sottolineare che la contrazione della produzione nel 2014 è stata più ampia rispetto a quella che si è registrata nel 2013 (-3%).

Chi ha Ucciso le Rinnovabili, il Giallo dell’Energia

Tutto il settore delle energie rinnovabili è oggi in sofferenza in Italia. Il governo ha dato una drastica sforbiciata agli incentivi concessi a questa tecnologia o addirittura li ha annullati. Il settore si è fermato e molte aziende sono in crisi. Il futuro delle rinnovabili appare seriamente ipotecato. Ma è colpa del governo Monti, che ha preso questi provvedimenti?

La nostra risposta è no. La colpa è invece di un sistema di sovvenzioni al solare fuori controllo che ha scatenato una vera e propria ingordigia e mandato fuori controllo i costi dell’elettricità consumata da milioni di utenti. Noi pensiamo che si sia trattato di un pessimo intervento di cosiddetta “politica industriale”, un cedimento alla pressione di diversi gruppi di interesse, che hanno utilizzato ingenti risorse in modo del tutto inefficiente e ingiusto. La sintesi brutale è che il mezzo si è mangiato il fine. Non solo questa modalità di sostegno al fotovoltaico non ha giovato al suo avanzamento tecnologico, né allo sviluppo di una sua filiera industriale nazionale, ma, peggio, ha affossato il mondo delle rinnovabili.

Pannelli Fotovoltaici Prezzi e Dimensioni: Tipologie, Costo di un Pannello Fotovoltaico

Nel corso degli ultimi anni, i pannelli fotovoltaici hanno acquisito una clientela sempre più ampia grazie alla loro capacità di garantire un notevole risparmio sulla bolletta della luce. Scopri insieme a noi le tipologie disponibili, le dimensioni e il prezzodi questi apparecchi.

Le tipologie principali di pannelli fotovoltaici

Se scegli di acquistare ed installare una sequenza formata da pannelli solari, sappi che devi tenere conto di una serie di particolari tutti molto rilevanti. Prima di ogni altra cosa, puoi scegliere fra diverse tipologie di pannelli a tua completa disposizione. Ecco i generi più diffusi in commercio.

Tesla Powerwall 2: Prezzo, e Funzionamento della Batteria Accumulatore Fotovoltaico Tesla

Tesla continua a lavorare nel settore dei motori elettrici proponendo soluzioni all’avanguardia, capaci di soddisfare le esigenze di un’ampia clientela. Per esempio, Powerwall 2 è un modello di batteria molto interessante, con diverse caratteristiche tecniche tutte da tenere in considerazione. Scopri insieme a noi i punti di forza e la modalità di funzionamento di questo prodotto.

Tesla Powerwall 2: Accumulatore Fotovoltaico

Come già accennato in precedenza, il modello Powerwall 2 realizzato dal marchio statunitense Tesla corrisponde ad una semplice batteria elettrica. Tale dispositivo assorbe l’energia diffusa dai pannelli fotovoltaici di giorno e la riutilizza di notte. Un piccolo apparecchio di questo tipo ha dunque l’obiettivo di alimentare un impianto elettrico indipendentemente dalla presenza o meno della luce solare.

ORA LEGALE: RISPARMI O SPRECHI? DIPENDE DA DOVE

Come ogni primavera, nella notte tra il sabato e la domenica dell’ultimo fine settimana di marzo, le lancette degli orologi di tutta Europa verranno spostate in avanti di un ora.

E’ l’ora legale, concepita per realizzare un significativo risparmio di energia elettrica ed oggetto, ogni anno, con rigorosa cronometricità, di polemiche, dubbi e proposte di riforma. Le quali, quest’anno, appaiono destinate a trovare maggiore eco del solito, in ragione, quanto meno, di due contemporanee ipotesi, avanzate nel Regno Unito ed in Russia. Nel primo caso, si tratta di una proposta di legge “bipartisan” avanzata da due oarlamentari britannici e che ha subito trovato il pieno consenso del premier David Camerun: unificare l’orario delle isole britanniche con quello del resto dell’Europa occidentale. Attualmente, infatti, Regno Unito, Irlanda e Portogallo sono un’ora “in anticipo” rispetto all’Europa, mentre Grecia, Bulgaria, Romania e Paesi Baltici sono un’ora “in ritardo”. Il cambiamento comporterebbe per le isole Britanniche uno spostamento in avanti dell’orario di un’ora durante l’invero e di ben due ore durante l’estate.

FOTOVOLTAICO – IN ITALIA GIÀ RAGGIUNTA LA GRID PARITY?

Da tempo ci si interroga sulla questione se in Italia il fotovoltaico abbia raggiunto o meno la grid parity, tema di grande importanza in vista della soppressione tra pochi mesi degli incentivi economici previsti dal V Conto Energia. Un recente studio intitolato “PV Grid Parity Monitor” http://www.leonardo-energy.org/files/PV_GPM_Issue_1.pdf pubblicato da Eclareon, azienda spagnola/tedesca di consulenza in tema di fonti rinnovabili ed efficienza energetica, prova a rispondere alla domanda e dà una risposta sostanzialmente affermativa.

Come prima cosa è opportuno stabilire cosa si intende per grid parity (GP), concetto del quale sono state date diverse interpretazioni. Nella sua definizione più comune la GP si intende raggiunta quando c’è equivalenza tra il costo dell’energia prodotta da un impianto fotovoltaico ovvero il suo LCOE (Levelized Cost Of Energy), ed il costo di acquisto dell’energia elettrica dalla rete, ovvero il prezzo del kWh che si paga in bolletta. La GP indica quindi una condizione in cui un impianto FV è in grado di ripagare i propri costi anche senza incentivi economici diretti sulla produzione di energia.

Da luglio 2014 si potrà applicare la tariffa D1 a chi utilizza pompe di calore

L’Autorità per l’energia ha previsto (con delibera 607/2013/R/eel) da luglio prossimo l’introduzione della tariffa elettrica “D1’’ che potrà essere applicata, a livello sperimentale e su base volontaria, ai clienti domestici che hanno deciso di riscaldare la propria casa utilizzando esclusivamente pompe di calore. Obiettivo dell’Autorità è rimuovere ostacoli di natura tariffaria alla diffusione di elettrotecnologie energeticamente efficienti. Una fase sperimentale si concluderà con la fine dell’attuale periodo regolatorio e quindi nel 2015.

La tariffa per utenze domestiche D1 non si può in realtà definire “nuova” è una tariffa cost-reflective di riferimento che esiste da diversi anni ma che non è mai stata applicata a clienti finali. Ai clienti domestici oggi sono applicate la tariffa D2 (agli utenti residenti ‘tipo’ con potenza contrattuale non superiore a 3 kW) e la tariffa D3 (applicata alle ‘seconde case’ e a chi ha un contatore con potenza maggiore di 3 kW, nel grafico è riportato il costo medio della fornitura per un utente residente con contatore da 4,5 kW di potenza). L’attuale progressività delle tariffe in funzione dei consumi (si veda tariffa D2 nel grafico) tende a sfavorire l’utilizzo dell’energia elettrica per usi termici: malgrado l’alto livello di efficienza energetica l’utilizzo di una pompa di calore porta inevitabilmente ad una crescita dei consumi e della bolletta; la nuova tariffa di rete sperimentale consentirà di ridurre l’aumento della spesa e di rendere queste tecnologie economicamente più competitive.

IPOTESI SURREALE: CANONE RAI PAGATO NELLA BOLLETTA ELETTRICA

La notizia gira da qualche mese ma dopo alcune secche smentite era stata relegata implicitamente a bufala da web, ieri però il Corriere della Sera sul proprio sito internet ha pubblicato un filmato dal titolo piuttosto inquietante Canone Rai: “Pagheremo meno, pagheremo tutti, con la bolletta elettrica”, sottotitolo: “L’importo andrà dai 30 agli 80 euro, in base al reddito. […]“.

Già dal titolo non pare una buona idea, e già dal sottotitolo si cade in contraddizione… perchè cosa c’entra la bolletta elettrica con il reddito? La bolletta elettrica distingue tra casa di residenza e non (ma sulla seconda casa il canone tv non si paga), la bolletta indica qual’è la potenza elettrica installata a casa di un utente e quanta energia viene consumata, ma ad esempio che 1.200 kWh/anno siano consumati da una persona anziana con pensione minima o da un single benestante spesso fuori casa la bolletta non permette di discriminarlo e i due soggetti pagano la stessa cifra. A parte questo la nostra bolletta domestica è basata su una impostazione progressiva che parte dal (discutibile) presupposto che chi più consuma è più abbiente.