Eclissi del 20 marzo, il fotovoltaico italiano sarà disconnesso?

Eclissi

17/03/2015 alle 9:22 AM

Dell’eclissi parziale di sole che avverrà il 20 marzo, venerdì prossimo, avevamo già parlato in questo post evidenziando come la presenza in Italia di circa 19 GW di potenza fotovoltaica installata rendesse l’eclissi un evento eccezionale anche per il nostro sistema elettrico. Ma sul fronte eclissi ci sono novità: è di ieri la notizia che Terna (il gestore delle reti di trasmissione italiane) ha disposto che gli impianti fotovoltaici di potenza superiore a 100 kW connessi alle reti di distribuzione in media tensione vengano disconnessi dalle ore 0.00 alle ore 24.00 del 20 marzo,venerdì potranno produrre energia elettrica i piccoli impianti domestici o commerciali connessi in bassa tensione, ma mancheranno all’appello circa 7 GW di potenza da impianti connessi in MT.

Una decisione quella di Terna che non è ancora definitiva, infatti la procedura RIGEDI (Procedura per la Riduzione della Generazione Distribuita in condizioni di emergenza del Sistema Elettrico Nazionale) prevede che gli operatori (GDPRO) siano avvisati, attraverso le imprese di distribuzione, sette giorni prima della possibile disconnessione dei loro impianti, ma Terna ha tempo fino a due giorni prima dell’evento per revocare tale ordine.

Solo pochi giorni fa (venerdì 13 marzo) Spectrum, il blog dell’IEEE, aveva pubblicato l’intervista ad un responsabile Terna che indicava in maniera piuttosto dettagliata quali sarebbero state alcune delle contromisure messe in campo dal nostro TSO il giorno dell’eclissi:

  • Ridurre da 8 GW ad 1 GW la capacità negoziabile per quanto riguarda le interconnessioni con l’estero del nord Italia in modo da  ridurre il rischio di sovraccarichi ed in modo di aumentare la flessibilità nel caso in cui Terna od i TSO dei paesi confinanti avessero bisogno di scambiare energia elettrica per un supporto reciproco.
  • Chiamare in servizio centrali convenzionali ‘extra’ in modo da costituire un adeguato margine di riserva di potenza a salire ed a scendere e garantire la regolazione della frequenza.
  • Preparare i 7 GW di impianti di pompaggio idroelettrico ad un utilizzo particolare, venerdì 20 marzo verranno rapidamente scaricati durante l’eclissi per compensare il calo della potenza prodotta da impianti FV e successivamente (una volta superata la fase centrale dell’eclissi) pomperanno acqua in quota in modo aggressivo utilizzando la produzione fotovoltaica in eccesso.

Una questione, quella del bilanciamento della produzione fotovoltaica, che non è semplice e che non si risolve solo con un bilancio algebrico tra la potenza elettrica da FV che mancherà e la potenza che potrà essere fornita da impianti convenzionali e sistemi di pompaggio (o viceversa). Bisogna anche considerare l’ubicazione sul territorio nazionale degli impianti fotovoltaici, degli impianti convenzionali e dei sistemi di accumulo, della potenza trasportabile dalle reti elettriche e delle possibili congestioni che si potrebbero venire a creare durante l’eclissi. Da valutare poi quale sarà la domanda elettrica ed altri fattori che si potrebbero sommare alle rapide variazioni di potenza del fotovoltaico, come ad esempio la produzione degli impianti eolici.

La Germania si trova ad affrontare problematiche paragonabili alle nostre, ha una potenza fotovoltaica installata di circa 38,4 GW ed a causa dell’eclissi, in caso di cielo sereno su tutta la Germania, si potrebbero ‘perdere’ 18 GW potenza prodotta da FV. Non ci sono comunicati ufficiali recenti dei 4 TSO tedeschi ma per l’autorevole Fraunhofer Institute (ISE) un gruppo di ricercatori, tra cui il prof. Bruno Burger, ha redatto uno studio in cui viene stimato quale sarà il rateo massimo di variazione della potenza fotovoltaica prodotta (348 MW/minuto a salire il valore più probabile), si è poi valutato quale può essere la variazione massima in quelle ore della produzione eolica ed infine il grado di flessibilità degli impianti alimentati a fonti tradizionali (compresi impianti nucleari ed a lignite)… conclusione: in Germania l’eclissi è tecnicamente gestibile anche in caso di cielo sereno su tutto il paese. Il gradiente di potenza di regolazione messo a disposizione delle centrali convenzionali (in salita e poi discesa) risulta essere significativamente superiore al gradiente della potenza fotovoltaica durante l’eclissi.

L’eclissi del 20 marzo si verificherà tra le 9.24 e le 11.43 ora italiana (orari riferiti a Roma), importante è valutare quali saranno in tali ore le condizioni meteo sul nostro Paese. Più il cielo sarà sereno e più gli effetti dell’eclissi sul sistema elettrico italiano saranno intensi. Per ora le previsioni dell’Aeronautica Militare (Servizio Meteo AM) non sembrano indicare la presenza di particolari perturbazioni tra le ore 6 (immagine a sinistra) e le ore 12 (immagine a destra) del 20 marzo.

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AGGIORNAMENTO DEL 18/3 h.17: Un comunicato di Terna SpA pubblicato nel pomeriggio di oggi riporta che: “sulla base delle ultime previsioni meteo la potenza interessata dalla procedura scenderà a circa 4.400 megawatt complessivi; inoltre, la procedura non sarà applicata per tutta la giornata ma soltanto dalle 07.00 alle 14.00”.

[gb]

Previsioni meteo 20 marzo  AM

 “Informazioni elaborate dal Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare e pubblicate sul sito www.meteoam.it ”

 

Nell’immagine in evidenza Solar eclipse and pylon di johnstewartnz

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3 commenti

energywonk

Beh, quella di Terna probabilmente è la decisione più sensata. Stiamo parlando di una produzione fotovoltaica che il giorno 20 marzo avrebbe un valore di mercato di 5-6 milioni di euro (e incentivi che valgono 4-5 volte tanto). I fattori di incertezza sono magari circoscritti ma anche ci fosse solo una probabilità dello 0,1% che il sistema vada in crisi forse è meglio non rischiare. Una decisione semplice dal punto di vista tecnico…. meno semplice da quello amministrativo e di immagine (anche se l’ordine di disdtacco mercoledì rientra la figura non è delle migliori), soprattutto quando i gestori di rete tedeschi sembra che vadano tranquilli a bilanciare con gli impianti a disposizione, che di ‘flessibile’ hanno poco.

flavio

dove sono quelli di desertech?
perchè non ci offrono una bel cavo lisbona-tokyo da 50GW, che ci risolverebbe tutti i problemi per ogni eclisse futura?

..e magari anche con un paio di diramazioni verso sidney e punta arenas, così ci risolve anche i problemi, un po’ più frequenti, dell’inverno ed, ancor di più, della notte?

Gianluca Andrini

Come previsto e preventivato, non ci sono stati blackout importanti. Il solare, come l’eolico, sono tipi di energia che necessitano di essere rimpiazzate sempre, nessun saggio si affiderebbe solo a loro.

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