Accenture fa i conti sui risparmi generati dalla decarbonizzazione

Accenture

12/01/2016 alle 1:23 PM

Secondo un rapporto redatto da Accenture e CDP, realizzato con il contributo di un folto gruppo di compagnie elettriche, che vede Enel in prima fila, l’evoluzione verso un sistema energetico mondiale più efficiente e che riduca il ricorso alle fonti fossili, potrebbe generare valore per un importo compreso tra 245 e 380 miliardi di euro all’anno di qui al 2030. Gli autori del rapporto, presentato a Vienna lo scorso novembre in preparazione della conferenza COP21 di Parigi, hanno individuato sei ambiti nel quali esiste la potenzialità di generare valore, la cui gran parte, compresa tra 135 e 225 miliardi, potrebbe provenire da risparmi di ogni genere.
Ma andiamo con ordine: lo sviluppo di tecnologie di prodizione di energia a basso tenore di anidride carbonica potrebbe offrire un valore compreso tra 100 e 160 miliardi (compreso il corrispettivo della CO2 non emessa, il cui valore viene considerato in relazione all’introduzione di futuri sistemi di tassazione per importi compresi tra 66 e 88 euro per tonnellata). Secondo il rapporto, i costi connessi al passaggio dalle fonti fossili a quelle esenti da anidride carbonica sarebbe largamente compensato dai ricavi offerti dalla generazione da fonti rinnovabili, mentre lo sviluppo della filiera delle tecnologie per l’efficienza energetica potrebbe portare un contributo compreso tra 65 e 80 miliardi, laddove le perdite che gli operatori registrerebbero in funzione della contrazione della domanda sarebbero largamente compensate dalla vendita dei servizi connessi al miglioramento dell’efficienza sul lato della domanda. I miglioramenti dell’efficienza ancora conseguibili sul lato della generazione elettrica potrebbero offrire altri 35-55 miliardi di valore.
Lo sviluppo delle smart grids e dei sistemi di accumulo lungo le resti di distribuzione per compensare la variabilità dell’energia prodotta dalle fonti rinnovabili non programmabili, potrebbe portare a risparmi compresi tra 10 e 20 miliardi, mentre lo sviluppo dei sistemi di Carbon capture and use, alternativi a quelli fino ipotizzati di cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica, potrebbero offrire un contributo di circa 10 miliardi all’anno, sempre, naturalmente, su scala mondiale.
Il rapporto è introdotto da uno statement dell’amministratore delegato di Enel Francesco Starace: “Il cambiamento climatico è una realtà e siamo già pienamente impegnati a ridurre le emissioni correlate alle sue attività. Già oggi circa il 47% dell’energia generata dal nostro gruppo è priva di CO2 e contiamo di raggiungere la carbon neutrality in anticipo rispetto al nostro obiettivo del 2050”.

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