RSE: nel 2030 in Italia 10 milioni di auto elettriche

Bosch ecar charger

21/02/2014 alle 11:33 AM

Oggi le auto elettriche si vendono con il contagocce, in tutto il 2013 in Italia ne sono state acquistate solo 864 unità, ma le cose potrebbero cambiare a breve termine, almeno secondo le stime di RSE (Ricerca sul Sistema Energetico) pubblicate in una monografia intitolata “E…-muoviti! Mobilità elettrica a sistema (attualmente non disponibile in rete). 

Secondo lo scenario analizzato da RSE, che considera al 2030 un’elevata diffusione di veicoli elettrici, per quell’anno dovrebbero essere circolanti in Italia 10 milioni di auto elettriche, per il 50% concentrate nelle grandi città.

Se oggi il collo di bottiglia è costituito principalmente dall’elevato costo delle vetture elettriche secondo RSE le previsioni indicano una tendenza al miglioramento delle prestazioni, nel 2020 il prezzo di un’auto elettrica con una batteria della capacità di 20 kWh ed in grado di percorrere 150 km (reali) potrà essere equivalente a quello di un modello omologo con motore a combustione interna.

La diffusione prevista al 2030 sarà in grado di far risparmiare 1,8 miliardi di euro in importazioni di energia primaria e permetterà un migliore sfruttamento delle fonti di energia rinnovabile non programmabiliAlla diffusione delle auto elettriche seguirà di pari passo un aumento dei consumi di energia elettrica quantificato come inferiore al 5% annuo.

Secondo RSE sono diverse le vie che dovranno essere percorse per permettere la diffusione del veicolo elettrico e per capitalizzare, in termini economici e ambientali, i vantaggi che questa comporta. In particolare nella monografia sono considerati aspetti tecnico-normativi, le facilitazioni funzionali e dei sistemi di ricarica.

Insomma, quella dell’auto elettrica potrebbe essere una strada che dal punto di vista tecnologico ed economico potrebbe aprirsi a breve, rimane da chiedersi se l’industria automobilistica nazionale sia pronta a mettersi in moto per tempo in modo da non lasciare questo potenziale mercato in mano solo a costruttori esteri, 10 milioni di auto elettriche rappresentano un mercato pari ad almeno 200 miliardi di euro, se gran parte delle auto sarà importata dall’estero la nostra bilancia commerciale, pur con un risparmio in energia primaria che potrebbe arrivare a 1,8 miliardi l’anno, farebbe fatica a ricavare un bilancio positivo dall’elettromobilità.

All’estero intanto si notano segnali di forte dinamismo nel settore dell’auto elettrica, la Tesla Motors continua a crescere oltre le previsioni nonostante produca auto elettriche con un prezzo molto elevato (il prezzo della Tesla S va da 71.000 $ in su, in Italia si parte da 66.200 €) e che sono quindi acquistabili solo dalla fascia più ricca del mercato. Sebbene produca solo 35.000 auto l’anno (previsione per il 2014) e non generi ancora utili il valore in borsa della casa automobilistica capitanata da Elon Musk è oggi pari a 23,7 miliardi di dollari, più di un terzo del valore della General Motors, che però di auto nel 2013 ne ha vendute 2,8 milioni… e solo negli Stati Uniti. La Tesla Motors si sta ora apprestando ad allargarsi con nuovi modelli a fasce di mercato meno elitarie con prezzi per vettura dell’ordine dei 30.000 dollari.

 

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43 commenti

Pier Luigi Caffese

Questa previsione RSE è completamente sballata perchè negli Usa che ha 300 milioni di abitanti siamo a 2 milioni massimi e l’italia che ha 60 milioni,cioe’ 1/5 degli Usa ne avrebbe 10 milioni.Chi è l’Italiano che compra un auto per 150 km.di autonomia quando ormai le macchine sono su 800 km.di autonomia? I Giapponesi che di auto se ne intendono forse piu’ di RSE,credono nell’ibrido a 2 motori e molto meno nell’elettrico.Tesla che conosco bene è come dire la ferrari,cioe’ una nicchia dove allocchi investono 200.000 euro per dire vado elettrico.Ma quanti comprano Tesla?.Ora dire che la Ferrari influenzerà l’industria dell’auto è dire una stupidata.
RSE in questi giorni ha pubblicato un vergognoso Report sull’energy storage fatto con batterie vecchie come il cucco ed allora dico che RSE non è attendibile.

    Redazione

    Tesla Motors ha appena rilasciato i dati x il 2013. Vendute 22.477 Modello S (dai 70 ai 100mila dollari a seconda delle opzioni). Vendite previste nel 2014, 35 mila.

    Ns

    “Tesla che conosco bene è come dire la ferrari,cioe’ una nicchia dove allocchi investono 200.000 euro per dire vado elettrico.”
    Ecco perchè non sei per nulla credibile!
    Ridimensiona il prezzo ma di centinaia di migliaia! La Tesla è come cosa? Quindi chi compra una Ferrari è un allocco?

    “Ora dire che la Ferrari influenzerà l’industria dell’auto è dire una stupidata.”
    Peccato che Ferrari sia uno dei gruppi che influenzano di più l’industria dell’auto!

    “RSE in questi giorni ha pubblicato un vergognoso Report sull’energy storage fatto con batterie vecchie come il cucco ed allora dico che RSE non è attendibile.”
    Il bello è leggere da che pulpito arrivano queste parole.
    Uno che dice di conoscere bene una cosa e sbaglia il prezzo e non solo, non ispira molta fiducia.

    Ns

    “Non difendete troppo Terna,altrimenti vi spiego perchè i tedeschi volevano pubblicizzare la loro Terna che guadagnava troppo,non rischiando nulla”
    Spiegacelo per favore, abbiamo tempo! Magari senza infarcire con “Io ho fatto…” e “Io ho detto….”.

    Gianluca Andrini

    Pier Luigi, la tua “opposizione” è condivisibile. Però è sbagliata. Non si può continuare all’infinito con il petrolio. Le riserve sono per 35/40 anni, ma non si può arrivare alla fine senza alternativa.
    E’ stato appena deciso che in Europa le vetture, in media, dovranno avere emissioni pari al massimo a 95 g/km di CO2, e questo già a partire dal 2020. Può sembrare troppo “esoso”, ma sono direttive corrette, altrimenti non si può uscire dal pantano attuale, con la filiera del petrolio oramai fallita.

    arthemis

    se avete letto davvero la monografia, il grafico a pag 36 mostra chiaramente che lo scenario di 10 milioni di veicoli prevede una quota significativa di ibride plugin (‘PEV2’), mentre le fully electric sarebbero meno…
    La monografia sull’energy storage di RSE è uscito nel 2011, quale report recente intendete?

Pietro

Quando le auto elettriche saranno ampiamente diffuse, aumentera’ cosiderevolmente il consumo di energia durante la notte (per le ricariche). Cio’ potrebbe comportare una diminuzione nella quantita’ di energia disponibile per il ripompaggio dell’acqua nei bacini in quota, usati per l’idroelettrico, e di conseguenza una minore produzione durante il giorno.

L’ideale sarebbe l’accoppiamento della mobilita’ elettrica (sia su gomma che su rotaia) al nucleare.

Gianluca Andrini

Articolo interessante, grazie alla redazione.

A mio parere, il boom ci sarà quando si renderanno disponibili vetture intorno ai 15 mila euro, tutto compreso. E’ un traguardo che verrà raggiunto, credo, proprio intorno al 2020. Si dovrà, inoltre, uniformare il sistema di ricarica. Servirà ancora qualche anno, almeno in Europa. In Giappone, credo, di diffonderanno le evoluzioni del Chademo, negli USA il 120 kW della Tesla (tecnicamente adatto, però, per rifornire anche vetture di altre case automobilistiche), in Europa non si sa ancora, forse evoluzioni del sistema Renault, ma è presto per dirlo.

Riguardo la Tesla, la Model E, in arrivo entro 3-4 anni, dovrebbe costare intorno ai 40 mila dollari/euro, con un pacco di batterie di circa 45 kWh.

    Gianluca Andrini

    P.S. Per la Model E verranno utilizzate probabilmente, per la parte attiva della batteria, celle con densità energetica pari a 215 Wh/kg, contro i 190 Wh/kg montate dalla Model S attuale. Questo consentirà, insieme ad altre ottimizzazioni, di ridurre i costi produttivi per kWh di circa il 20%.

      Gianluca Andrini

      P.S. (2) Per le batterie delle Tesla, vengono utilizzate celle Panasonic NCR18650A.

      Per chi interessato, qui si parla delle celle al litio montate dalla Tesla, ed è ancora interessante anche se è una discussione un po’ vecchia:

      http://www.teslamotors.com/it_IT/forum/forums/model-s-going-use-new-version-panasonic-18650-series-battery

      Gianluca Andrini

      P.S. Per 15 mila euro, intendo la vettura comprensiva di batteria (non a noleggio), un kit per la ricarica in casa (compresa installazione) e una qualche forma di incentivo (come riduzione dell’IVA e/o un contributo “ambientale”).
      All’inizio la mobilità elettrica non può diffondersi senza aiuti, è cosa normale.

        Gianluca Andrini

        Riguardo i tempi di ricarica, possono essere ridotti in misura significativa, anche nel box delle abitazioni.
        Con il contratto da 3 kW, una Leaf si ricarica in circa 8-9 ore, con una autonomia minima residua. Con un contratto da 6 kW si può scendere a 6-7 ore per una ricarica completa.
        In teoria, con i contatori “intelligenti”, non è impossibile, anche in Italia, prevedere contratti più “corposi”, se si ha un allacciamento moderno. Diciamo che 10 kW sono più che possibili, il che significherebbe un tempo di ricarica completa pari a circa 4 ore.

          Gianluca Andrini

          La Leaf ricarica in 8-9 ore con un assorbimento di circa 2,7 kW (con contratto 3 kW). Con il contratto da 6 kW ho stimato un assorbimento di circa 4,5 kW, in modo da rendere la ricarica “indolore”, cioè con la possibilità, comunque di disporre di circa 2 kW liberi. Con il teorico contratto da 10 kW, si assorbirebbe circa 7,5 kW.

          Ns

          Qui il professore delle unità di misura non ha visto nulla di strano?

          Ns

          LB86 intendo

    Gianluca Andrini

    P.S. (3) Riguardo il prezzo della Model E, l’obiettivo dichiarato della Tesla è quello di venderla alla metà del prezzo della Model S. Probabilmente, la Model E avrà costi di vendita di circa 35-45 mila dollari/euro, a seconda della versione. Costi dichiarati inferiori sono troppo ottimistici, anche se un ipotetico modello successivo potrà certamente costare meno.

    Gianluca Andrini

    P.S. (4) Riguardo la capacità della batteria, 45 kWh è una mia stima. Tesla ha dichiarato che la Model E permetterà di percorrere almeno 300 km con un “pieno”. Però questo valore è calcolato come i 480 km per la Model S. Secondo lo standard EPA, più severo e veritiero, l’autonomia sarà probabilmente intorno ai 250-260 km, che, con un stile di guida “normale”, diventa circa 220 km. La Model E peserà probabilmente circa 1600-1700 kg, circa 400-500 kg meno della Model S, cosa che permetterà di ridurre i consumi di almeno il 10-20 %.

    Carlo A.

    Evoluzioni del sistenma Renault? no di certo. Ha già dimostrato tutti i suoi difetti e la Zoe vende sempre meno. La ricarica AC si userà al massimo a 20 kW, su alcuni veicoli. La vera ricarica veloce si farà con il sistema Chademo e Combo2. Ormai si installano stazioni bistandard.

Gianluca Andrini

Riguardo le batterie da 20 kWh, sono stime attendibili. Diventeranno molto leggere, certamente meno di 200 kg per tutta la componentistica, alla lunga 150 kg. Questo favorirà la riduzione dei consumi, visto che si diffonderanno vetture appena sopra i 1100 kg totali, con costi produttivi ridotti. Riguardo i costi produttivi delle batterie, oggi una 20 kWh costa circa 10 mila euro, ma per il 2020 scenderà certamente a circa 6 mila euro, grazie alla produzione di grande serie.

    Gianluca Andrini

    P.S. 150 km di autonomia sono un po’ ottimistici, ma tengono conto di molti accorgimenti futuri, come la ulteriore riduzione dei consumi elettrici degli accessori della vettura.

Gianluca Andrini

I sistemi solari di ricarica, già in fase di test, sarebbero a mio parere interessanti, come ho già scritto in passato. Però non dovrebbero essere economici come quelli casalinghi, e potrebbero affiancare la rete tradizionale.
Un distributore “professionale” non può costare meno di 50 mila euro, a differenza di quelli per uso domestico. A volte, un forte investimento iniziale è la cosa migliore. In un arco di utilizzo di 10 anni, sarebbe possibile recuperare l’investimento fatto, fornendo alla collettività un buon strumento per inquinare meno.
Sarebbe anche un modo di impiegare materiale, come i pannelli solari, di cui oramai sono pieni i magazzini.

Gianluca Andrini

Ultima considerazione, poi smetto di scrivere. 😉

Il motore elettrico è, da un punto di vista tecnico, enormemente superiore a quello endotermico. Ho letto su internet che sarebbe poco potente, rispetto ad uno a combustione, per l’uso stradale. Ovviamente è una affermazione falsa. Il motore della i3 pesa 50 kg, e fornisce 170 CV “puliti”. Il motore della Model S eroga oltre 400 CV nella specifica più spinta. Risolto il problema batterie, l’elettrico soppianterà quello a combustibile fossile, senza ombra di dubbio.

    Gianluca Andrini

    Le batterie più promettenti sono le “aria-litio”, con densità energetica teorica di circa 10 volte superiore a quelle al litio tradizionali.

    Sono ancora molto lontane da un possibile utilizzo pratico, se mai arriveranno, ma sarebbero la soluzione definitiva.

flavio

bhè, qui “siamo in casa” dei produttori di energia elettrica, sarebbe ben strano se dicessero che il futuro è delle carrozze a cavalli

mi pare di aver letto che abbiamo fra noi (lettori e commentatori), in questo blog, uno che scrive su quattroruote

da lettore non-più-tanto-assiduo della rivista, ma figlio di un padre che la legge tutti i mesi, sarebbe interessante se ci fosse un confronto fra i vari sistemi più o meno futuristici (motori a pistoni due, quattro, cinque o sei tempi, a benzina o diesel o gpl o metano etc, motori wankel, a turbina etc, motori elettrici con batterie al piombo, al litio, fuel cell, accumulatori volanici, ad aria compressa etc, plug in o ibride con motore a scoppio o col tetto di pannelli fotovoltaici etcetc)

…visto il volume magari a puntate, o con fascicolo allegato…
non è previsot niente del genere?
(o magari anche su altre riviste del settore)

Pier Luigi Caffese

Ci sono sostanzialmente 3 opzioni di fuel auto ed al momento quella elettrica è la piu’ cara,particolarmente in Italia dove bollettiamo a 200 euro MWh media confermata da Oettinger.Dopo la via italiana di usare del fossile marginale per ricaricare è criticabile perchè sposto lo smog a dove produco(vedi Eni).Difatti in molti Stati è vietato ai petrolieri vendere ricariche elettriche.La 2 opzione è quella ibrida su cui punta con successo Toyota ma in Italia non abbiamo fabbriche serie di batterie leggere di flusso.La 3° opzione per me ed i tedeschi è la migliore.Possiamo chiamarla opzione idrogeno o syngas perchè da rinnovabili acqua,vento,sole si produce power to idrogeno to syngas to biofuels.:praticamente con questa 3° opzione abbiamo 3 fuel diversi l’idrogeno che sconsiglio come fuel diretto in trazione ma BMW e Linde ci provano,syngas che per i tedeschi è windgas e biofuel che per i tedeschi è winfuel o audi e-fuel con 2 fabbriche gia’ pronte,una audi ed una eon.Assoelettrica mi deve spiegare èerchè gli da tanto fastidio la 3° opzione di farsi lo syngas in casa dall’acqua.Poi se Assoelettrica vuol sostenere che il gas importato è migliore di tutti come dice Scaroni,andrà incontro ad un flop pauroso perchè il refining da metano per poco fa fallire Shell in un paese arabo che aveva tanto gas.Io mi batto per pompe che abbiano biofuel e se volete idrogeno ma per l’elettrico è sufficiente la presa di casa quando ci sarà una bolletta a 40 euro MWh che è il mio target contro Assoelettrica che vuole 200 euro meno tasse,cioe’ 160euro a MWh.E a questo prezzo chi va elettrico?

    Gianluca Andrini

    L’idrogeno è una soluzione, ma non immediata. La rete di distribuzione costerebbe molto, e le vetture, comunque, sarebbero più costose di quelle elettriche, almeno nel breve/medio periodo.

marino

in Italia stanno circolando quasi 40 milioni di auto, quindi i 10 milioni previsti (anzi sperati) sembrerebbero 1 quarto circa… ma oggi.
Nel 2030 quante auto ci saranno in circolazione? il doppio? il triplo? magari la metà, vista la crisi.
Al momento la diffusione (?) dell’auto elettrica in Italia è dello 0,037% e non si vede una gran crescita.
Non so su quali dati ci si potrebbe basare per prevedere la penetrazione dell’auto elettrica tra 15/16 anni, e visto che non ci sono nemmeno progetti per una elettrificazione nazionale (diffusione di colonnine se si vuole parlare di diffusione dell’auto elettrica) si può solo tirare a indovinare.

    Gianluca Andrini

    L’elettrificazione avverrà a livello europeo, uniformando il sistema di ricarica. I distributori elettrici costano poco, se ne possono installare migliaia all’anno.

      Marino

      La colonnina è l’ultimo dei problemi, c’è il costo della rete di distribuzione, il costo della manutenzione, e resta comunque il problema che la batteria non si ricarica in tempi paragonabili al pieno di combustibile tradizionale. Possiamo parlare di pacchi batteria in sostituzione, poi i problemi si moltiplicano a dismisura.
      quindici anni fa si ipotizzava una diffusione in tempi brevi dell’auto elettrica e ora si dicono le stesse cose. la situazione è forse cambiata. A livello tecnologico sicuramente, ma la mentalità ancora non si muove.
      altra cosa, la diffusione dovrebbe essere delegata ai privati, oppure si pensa che ci pensi lo stato? e i privati non ci vorranno guadagnare nulla? e lo stato perderà l’occasione di tassare il Kwh “da trazione”? sono tutti nodi che nemmeno vengono affrontati, figuriamoci risolverli.
      Al momento il paese più “elettrico” è la Norvegia, mi sembra con un 3%, meglio di niente, meglio del nostro zero virgola percento. ma vedo tempi molto lunghi, non certo 15/20 anni a meno che i fossili non si esauriscano domni, ma non succederà.

        Gianluca Andrini

        Credo che debba passare l’idea di ricaricare le vetture elettriche con velocità “medie”, nei propri box o nei parcheggi, lavorativi o pubblici: ultimamente, la delinquenza viene sempre trattata “meglio”, credo che si arriverà a questa soluzione.
        Ovviamente, i viaggi autostradali rimangono una chimera, ma si viaggerà sempre più in treno: è impossibile pensare di continuare a consumare milioni di litri di benzina per andare in vacanza.

          marino

          Auto elettrica per i viaggi brevi, casa lavoro casa, o al massimo gita “fuori porta”.
          E mezzi pubblici, soprattutto treno, per le lunghe distanze.
          Esattamente il contrario di quanto si fa adesso.
          Mi piace :-)

Gianluca Andrini

P.S. Avete visto Renzi con la Smart elettrica? E’ di buon auspicio… 😉

I governi “fantoccio” servono per traghettare l’Italia verso l’Europa. Le elezioni Europee, oramai, sono più importanti di quelle nazionali, anche se passa un altro messaggio.

    Gianluca Andrini

    P.S. (2) Parlo poco delle Mercedes elettriche.
    La Smart elettrica non è prodotta in grande serie, anche se ha un prezzo interessante (24 mila euro).
    La Classe B elettrica è in dirittura d’arrivo, e utilizzerà tecnologia Tesla/Panasonic, ma non avrà una autonomia particolarmente elevata. Inoltre andrà verificata la durata nel lungo periodo (le batterie giapponesi/europee pesano di più, ma possono essere ricaricate più volte).
    La SLS elettrica ha un prezzo eccessivo, però fornisce prestazioni eccellenti, tranne che in autonomia, ma era prevedibile.
    Oramai le vetture elettriche sono un dato di fatto, manca solo l’ottimizzazione dei costi, e tutto verrà di conseguenza.

      Gianluca Andrini

      P.S La parte attiva del pacco delle batterie della Tesla (fornite da Panasonic) hanno una densità energetica (attuale) di circa 190 Wh/kg, contro, per esempio, i 141 Wh/kg della Nissan. A parità di capacità, le batterie della Tesla pesano meno. Però le batterie giapponesi permettono un numero di ricariche di circa 800 volte, in buona efficienza, contro le circa 650 volte delle americane. Ovviamente, i valori massimi sono molto più alti (circa 1150 per la Leaf, 1000 per la Tesla), ma si perde in modo significativo in autonomia. Un’altro vantaggio delle giapponesi è che sopportano correnti di ricarica di circa il 10% superiori, il che permette di fare un pieno in minor tempo. Passo e chiudo. 😉

        Ns

        “Però le batterie giapponesi permettono un numero di ricariche di circa 800 volte, in buona efficienza, contro le circa 650 volte delle americane.”
        Il problema principale è che arrivano entrambe dal Giappone visto che Panasonic è giapponese…
        Comunque scherzi a parte anche questa te la sei inventata, come “i due alberi motori vengono accoppiati tramite ingranaggi ad un terzo albero, più grosso e robusto.” del motore della Veyron….
        Anche qui nessun ingeniere o professore ha letto?

Pier Luigi Caffese

Norvegia e Svezia sono paesi decarbonizzati che usano un grande stoccaggio idroelettrico che è quello che assoelettrica Divisione Gas non mi permette di attuare perchè va a piatire al Governo aiuti alle centrali gas che potrebbero girare a syngas e non gas Eni importato.In moti paesi e Stati usa è vietato ai petrolieri vendere energia elettrica per ricarica auto elettrica producendola marginalmente da gas e carbone.O queste ricariche usano idroelettrico moderno di pompaggio o sono una presa in giro come l’auto Eni-Expo che inquina mantova dove usano il gas per queste ricariche.Oggi l’Eni ci riprova perchè dice agli italiani che ci darà una batteria per ogni condomio e noi siamo cosi cretini da abboccare perchè le batterie vanadio sono carissime e solo quelle a flusso da quinones saranno fatte da vegetali italiani.Sulla rete si dicono tante sciocchezze:
1.la rete stradale esiste gia’ e dovra’ avere pompe di 3 tipi fossile,biofuel 100 rinnovabile,idrogeno.La ricarica elettrica è un optional ma dovrebbe essere certificata l’energia da dove arriva e pagare la carbon tax se fatta con fossile
2.sono contrario ad investimenti comunali in ricariche a meno che approviamo seri piani di smart communities in quanto basta la ricarica del condominio ma su rete diversa perchè o entriamo con 40 euro il MWh che solo l’acqua sa fare o a 200 euro il MWh con il gas,ci prendiamo in giro.Se i petrolieri e l’Enel cercano di vendere dell’elettrico fossile marginale in ricarica,se lo devono scordare perchè non siamo cosi’ fessi di avvallare inquinamento e batterie care.

    Ns

    “quello che assoelettrica Divisione Gas non mi permette di attuare perchè va a piatire al Governo aiuti alle centrali gas”
    Non è che siano proprio Norvegia e Svezia a impedirti di attuare certe cose, visto che uno è un grande produttore di petrolio e energia e l’altro un buon produttore di energia? Magari vai contro gli interessi di quei due paesi e loro ti bloccano tutto.

Gianluca Andrini

Si conoscono nuove informazioni sulla Mercedes Classe B elettrica. Il prezzo base sarà di poco superiore ai 41 mila dollari, ma questa casa è solita fornire molti accessori come optional. L’autonomia è buona, circa 135 km effettivi, ma andrà verificata nel tempo. Le batterie sono fornite dalla Tesla.

gimmy

Per l’auto elettrica e’ solo questione di tempo!se non sono 10 saranno 20 o 30 anni….ma prima o poi ce l’ avremo tutti!……l’ unica beffa e’ che lo stato tassera’ pesantemente l’ energia da trazione….

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