Da luglio 2014 si potrà applicare la tariffa D1 a chi utilizza pompe di calore

L’Autorità per l’energia ha previsto (con delibera 607/2013/R/eel) da luglio prossimo l’introduzione della tariffa elettrica “D1’’ che potrà essere applicata, a livello sperimentale e su base volontaria, ai clienti domestici che hanno deciso di riscaldare la propria casa utilizzando esclusivamente pompe di calore. Obiettivo dell’Autorità è rimuovere ostacoli di natura tariffaria alla diffusione di elettrotecnologie energeticamente efficienti. Una fase sperimentale si concluderà con la fine dell’attuale periodo regolatorio e quindi nel 2015.

La tariffa per utenze domestiche D1 non si può in realtà definire “nuova” è una tariffa cost-reflective di riferimento che esiste da diversi anni ma che non è mai stata applicata a clienti finali. Ai clienti domestici oggi sono applicate la tariffa D2 (agli utenti residenti ‘tipo’ con potenza contrattuale non superiore a 3 kW) e la tariffa D3 (applicata alle ‘seconde case’ e a chi ha un contatore con potenza maggiore di 3 kW, nel grafico è riportato il costo medio della fornitura per un utente residente con contatore da 4,5 kW di potenza). L’attuale progressività delle tariffe in funzione dei consumi (si veda tariffa D2 nel grafico) tende a sfavorire l’utilizzo dell’energia elettrica per usi termici: malgrado l’alto livello di efficienza energetica l’utilizzo di una pompa di calore porta inevitabilmente ad una crescita dei consumi e della bolletta; la nuova tariffa di rete sperimentale consentirà di ridurre l’aumento della spesa e di rendere queste tecnologie economicamente più competitive.

Attualmente nel caso si installi una pompa di calore elettrica per riscaldamento si può continuare ad utilizzare la tariffa D2 (o passare alla D3 se si deve aumentare la potenza disponibile a valori superiori a 3 kW), una tariffa progressiva caratterizzata da costi molto elevati quando si supera un consumo di 5-6.000 kWh annui, la tariffa può comportare quindi un costo marginale dell’ordine dei 38 c€/kWh per i consumi ‘aggiuntivi’ dovuti alla pompa di calore. In alternativa oggi è possibile installare un nuovo contatore con tariffa BTA a servizio della pompa di calore, una tariffa non domestica che comporta costi dell’ordine di 28-32 c€/kWh per consumi di circa 3.000 kWh/anno. Questa seconda soluzione ha il pregio di permettere di mantenere una tariffa D2 per i consumi domestici ‘base’ e quindi permette di pagare l’energia elettrica circa 20 c€/kWh se i consumi (extra-pompa di calore) rimangono nei limiti dei 3.000 kWh annui.

Grazie al provvedimento dell’Autorità da luglio prossimo si potrà avere un unico punto di prelievo con cui alimentare sia la pompa di calore che le altre utenze domestiche ricevendo un’unica bolletta con un costo del chilowattora che grazie  alla tariffa D1 non crescerà, o quantomeno crescerà molto poco, con l’aumentare dei consumi e il costo del chilowattora sarà più basso rispetto alle tariffe oggi disponibili (D2, D3 o BTA).

L’Autorità entro il 30 aprile 2014 definirà, a seguito di consultazione pubblica, le modalità di individuazione dei clienti domestici che possono accedere alla sperimentazione tariffaria, i criteri di calcolo delle aliquote delle componenti A e UC applicabili alla sperimentazione, e le modalità di monitoraggio da parte delle imprese distributrici interessate dei comportamenti di consumo dei clienti ammessi alla sperimentazione.

L’approvazione della precedente deliberazione 204/2013 e l’introduzione della tariffa D1 a livello sperimentale, rappresentano i primi passi concreti verso la riforma tariffaria, anche alla luce dell’evoluzione generale del sistema elettrico, con l’apertura del mercato alla concorrenza e l’esplosione degli oneri generali di sistema, per arrivare a meccanismi meno complessi e più favorevoli alla diffusione di tecnologie ad alta efficienza. Una buona riuscita della sperimentazione potrà portare all’utilizzo di tale tariffa anche per gli utenti che utilizzano altre elettrotecnologie efficienti, come auto elettriche o fornelli ad induzione.