IL CARBONE OSTINATO PROTAGONISTA

La IEA  in collaborazione con IRENA ha pubblicato un report allarmante che sottolinea la necessità di delineare nuovi impegni immediati per placare i disastri ambientali. Secondo un articolo pubblicato dall’Energy Post, questo allarmismo scaturisce dalle previsioni della IEA, che vedono il carbone ancora  protagonista nel mix energetico al 2050. Ma Greg Muttitt, Senior Advisor di NGO Oil Change International, ritiene che alcuni scenari proposti da questa ricerca sui carbon fossili siano inesatti. Si ritiene che l’Agenzia abbia elaborato dei risultati non realistici sulla cattura e stoccaggio del carbone, sottostimato le potenziali emissioni da rinnovabili e preso in considerazione un target più alto per gli obiettivi al 2050.

La IEA, secondo l’Energy Post, non è la sola a sbagliarsi in fatto di combustibili fossili, basti pensare al progetto delle nove centrali a carbone nella parte occidentale dei Balcani (Bosnia-Herzegovina, Kosovo, Macedonia, Montenegro, Serbia) in programma nei prossimi anni. Si tratta infatti di impianti a lignite, molto più pericolosi in termini di emissioni di CO2 rispetto alle centrali a carbone tradizionali. Secondo Pippa Gallop della CEE Bankwatch Network, questi progetti presentano dei problemi che potrebbero danneggiare gli azionisti. Nessuno degli studi di fattibilità ad esempio prende in considerazione il desiderio di questi Paesi di far parte dell’Unione Europea, la cui politica energetica va in una direzione opposta. Non si tiene conto inoltre della riduzione dei costi di produzione delle rinnovabili. Il rischio è che le centrali di questa regione vengano dismesse prima del previsto, come sta succedendo nell’Europa occidentale.

Trump e i falsi miti sui fossili formano un binomio sempre più solido: il 28 marzo il Presidente degli Stati Uniti ha infatti firmato l’ Energy Independence and Economic Growth Executive Order, che ha vanificato l’impegno preso dagli States in occasione della Cop21. Secondo l’Energy Post questo documento troverà un vasto dissenso sia nelle aule di tribunale che da parte dell’opinione pubblica.

Se Trump e i Paesi Balcani continuano verso le fonti fossili, il mix energetico si sta comunque spostando da un sistema energetico ad alto tenore di carbonio verso uno a  basso tenore ed è cruciale che a ciò venga affiancato un mercato energetico che supporti la crescita delle rinnovabili. Per la Commissione europea la sfida è garantire che tali sistemi nazionali non portino a distorsioni nel mercato, per esempio trasformandoli in sussidi per generatori di carica.