Illumina 19 Rinnovabili. Il conto, per ora, è di 200 miliardi nei prossimi 20 anni

Un’elaborazione di Assoelettrica basata sui dati dell’Autorità e del GSE stima che il costo totale degli incentivi che saranno destinati in Italia alle fonti rinnovabili elettriche dal 2009 al 2032 sarà pari a circa 220 miliardi di euro, di questi 200 miliardi verranno erogati nei prossimi 20 anni tra il 2013 ed il 2032. Il picco di spesa si raggiungerà nel 2016 quando si supereranno i 12,5 miliardi di euro di incentivi.

Attualmente viene incentivata l’energia elettrica prodotta da fotovoltaico, da fonte eolica, idroelettrica e geotermica. Viene inoltre incentivata l’energia elettrica prodotta da biomasse, da biogas, da bioliquidi ed anche l’energia prodotta dalla frazione organica dei rifiuti bruciati nei termovalorizzatori.

 

Il fotovoltaico viene incentivato con il conto energia di cui si sono susseguite negli anni cinque versioni, gli incentivi corrispondenti vengono indicati nel grafico con FV. Entro i prossimi mesi verrà raggiunto un  costo cumulato annuo degli incentivi al fotovoltaico pari 6,7 miliardi di euro ed il sostegno pubblico a questa tecnologia cesserà.

Le altre fonti rinnovabili sono state incentivate fino al 2012 con certificati verdi (grandi impianti) o tariffa onnicomprensiva (impianti di potenza inferiore a 1 MWe o sotto i 200 kWe se eolici). Il costo imputabile a questi incentivi viene indicato nel grafico con CV e TO, costi che possono essere monitorati attraverso i contatori messi a disposizione dal GSE ed attualmente pari a circa 2,5 miliardi di euro per i C.V. e pari a 1 miliardo di euro per la T.O.

Dal 2013 è stata completamente rivista l’impostazione degli incentivi alle fonti rinnovabili elettriche non solari, diversificando l’importo degli incentivi per fonte fino a cinque classi di potenza e sostituendo i certificati verdi con una tariffa feed in premium, cioè un incentivo che si va ad aggiungere alla remunerazione ottenuta vendendo sul mercato l’energia elettrica prodotta dall’impianto. Sono stati inoltre posti, attraverso l’obbligo a partecipare ad aste od all’iscrizione a registri, dei limiti stringenti alla potenza incentivabile in modo da garantire che le rinnovabili elettriche non assorbano più di 5,8 miliardi di euro all’anno di incentivi. Questi nuovi strumenti incentivanti sono indicati come DM FER Aste e DM FER Amm.

Agli incentivi già citati si aggiungono i contributi Cip6 ai quali, prima dell’introduzione di conto energia e decreti per l’incentivazione delle FER, potevano accedere anche impianti fotovoltaici, idroelettrici, eolici etc… Gli incentivi Cip6 sono in via di esaurimento e scompariranno nel 2020.

I 12,5 miliardi di incentivi che verranno assegnati nel 2016 corrispondono a circa 200 € per ogni cittadino italiano. Una spesa che, se non si modificherà la situazione attuale, graverà sulle bollette elettriche di cittadini ed aziende. Le utenze domestiche rappresentano il 22% circa della domanda italiana di energia elettrica, le altre utenze il rimanente 78%, quindi la gran parte di questi incentivi sarà a carico di industrie, di piccole e medie aziende di tutti i settori, dalla manifattura al commercio ai servizi, e delle amministrazioni pubbliche. Dunque, se solo un quarto del costo degli incentivi peserà direttamente nella bolletta elettrica delle famiglie, i rimanenti tre quarti si rifletteranno in buona parte in un aumento nel costo di prodotti e servizi che le stesse famiglie acquisteranno.