Pannelli Fotovoltaici Prezzi e Dimensioni: Tipologie, Costo di un Pannello Fotovoltaico

Nel corso degli ultimi anni, i pannelli fotovoltaici hanno acquisito una clientela sempre più ampia grazie alla loro capacità di garantire un notevole risparmio sulla bolletta della luce. Scopri insieme a noi le tipologie disponibili, le dimensioni e il prezzodi questi apparecchi.

Le tipologie principali di pannelli fotovoltaici

Se scegli di acquistare ed installare una sequenza formata da pannelli solari, sappi che devi tenere conto di una serie di particolari tutti molto rilevanti. Prima di ogni altra cosa, puoi scegliere fra diverse tipologie di pannelli a tua completa disposizione. Ecco i generi più diffusi in commercio.

Tesla Powerwall 2: Prezzo, e Funzionamento della Batteria Accumulatore Fotovoltaico Tesla

Tesla continua a lavorare nel settore dei motori elettrici proponendo soluzioni all’avanguardia, capaci di soddisfare le esigenze di un’ampia clientela. Per esempio, Powerwall 2 è un modello di batteria molto interessante, con diverse caratteristiche tecniche tutte da tenere in considerazione. Scopri insieme a noi i punti di forza e la modalità di funzionamento di questo prodotto.

Tesla Powerwall 2: Accumulatore Fotovoltaico

Come già accennato in precedenza, il modello Powerwall 2 realizzato dal marchio statunitense Tesla corrisponde ad una semplice batteria elettrica. Tale dispositivo assorbe l’energia diffusa dai pannelli fotovoltaici di giorno e la riutilizza di notte. Un piccolo apparecchio di questo tipo ha dunque l’obiettivo di alimentare un impianto elettrico indipendentemente dalla presenza o meno della luce solare.

ORA LEGALE: RISPARMI O SPRECHI? DIPENDE DA DOVE

Come ogni primavera, nella notte tra il sabato e la domenica dell’ultimo fine settimana di marzo, le lancette degli orologi di tutta Europa verranno spostate in avanti di un ora.

E’ l’ora legale, concepita per realizzare un significativo risparmio di energia elettrica ed oggetto, ogni anno, con rigorosa cronometricità, di polemiche, dubbi e proposte di riforma. Le quali, quest’anno, appaiono destinate a trovare maggiore eco del solito, in ragione, quanto meno, di due contemporanee ipotesi, avanzate nel Regno Unito ed in Russia. Nel primo caso, si tratta di una proposta di legge “bipartisan” avanzata da due oarlamentari britannici e che ha subito trovato il pieno consenso del premier David Camerun: unificare l’orario delle isole britanniche con quello del resto dell’Europa occidentale. Attualmente, infatti, Regno Unito, Irlanda e Portogallo sono un’ora “in anticipo” rispetto all’Europa, mentre Grecia, Bulgaria, Romania e Paesi Baltici sono un’ora “in ritardo”. Il cambiamento comporterebbe per le isole Britanniche uno spostamento in avanti dell’orario di un’ora durante l’invero e di ben due ore durante l’estate.

FOTOVOLTAICO – IN ITALIA GIÀ RAGGIUNTA LA GRID PARITY?

Da tempo ci si interroga sulla questione se in Italia il fotovoltaico abbia raggiunto o meno la grid parity, tema di grande importanza in vista della soppressione tra pochi mesi degli incentivi economici previsti dal V Conto Energia. Un recente studio intitolato “PV Grid Parity Monitor” http://www.leonardo-energy.org/files/PV_GPM_Issue_1.pdf pubblicato da Eclareon, azienda spagnola/tedesca di consulenza in tema di fonti rinnovabili ed efficienza energetica, prova a rispondere alla domanda e dà una risposta sostanzialmente affermativa.

Come prima cosa è opportuno stabilire cosa si intende per grid parity (GP), concetto del quale sono state date diverse interpretazioni. Nella sua definizione più comune la GP si intende raggiunta quando c’è equivalenza tra il costo dell’energia prodotta da un impianto fotovoltaico ovvero il suo LCOE (Levelized Cost Of Energy), ed il costo di acquisto dell’energia elettrica dalla rete, ovvero il prezzo del kWh che si paga in bolletta. La GP indica quindi una condizione in cui un impianto FV è in grado di ripagare i propri costi anche senza incentivi economici diretti sulla produzione di energia.

Da luglio 2014 si potrà applicare la tariffa D1 a chi utilizza pompe di calore

L’Autorità per l’energia ha previsto (con delibera 607/2013/R/eel) da luglio prossimo l’introduzione della tariffa elettrica “D1’’ che potrà essere applicata, a livello sperimentale e su base volontaria, ai clienti domestici che hanno deciso di riscaldare la propria casa utilizzando esclusivamente pompe di calore. Obiettivo dell’Autorità è rimuovere ostacoli di natura tariffaria alla diffusione di elettrotecnologie energeticamente efficienti. Una fase sperimentale si concluderà con la fine dell’attuale periodo regolatorio e quindi nel 2015.

La tariffa per utenze domestiche D1 non si può in realtà definire “nuova” è una tariffa cost-reflective di riferimento che esiste da diversi anni ma che non è mai stata applicata a clienti finali. Ai clienti domestici oggi sono applicate la tariffa D2 (agli utenti residenti ‘tipo’ con potenza contrattuale non superiore a 3 kW) e la tariffa D3 (applicata alle ‘seconde case’ e a chi ha un contatore con potenza maggiore di 3 kW, nel grafico è riportato il costo medio della fornitura per un utente residente con contatore da 4,5 kW di potenza). L’attuale progressività delle tariffe in funzione dei consumi (si veda tariffa D2 nel grafico) tende a sfavorire l’utilizzo dell’energia elettrica per usi termici: malgrado l’alto livello di efficienza energetica l’utilizzo di una pompa di calore porta inevitabilmente ad una crescita dei consumi e della bolletta; la nuova tariffa di rete sperimentale consentirà di ridurre l’aumento della spesa e di rendere queste tecnologie economicamente più competitive.

IPOTESI SURREALE: CANONE RAI PAGATO NELLA BOLLETTA ELETTRICA

La notizia gira da qualche mese ma dopo alcune secche smentite era stata relegata implicitamente a bufala da web, ieri però il Corriere della Sera sul proprio sito internet ha pubblicato un filmato dal titolo piuttosto inquietante Canone Rai: “Pagheremo meno, pagheremo tutti, con la bolletta elettrica”, sottotitolo: “L’importo andrà dai 30 agli 80 euro, in base al reddito. […]“.

Già dal titolo non pare una buona idea, e già dal sottotitolo si cade in contraddizione… perchè cosa c’entra la bolletta elettrica con il reddito? La bolletta elettrica distingue tra casa di residenza e non (ma sulla seconda casa il canone tv non si paga), la bolletta indica qual’è la potenza elettrica installata a casa di un utente e quanta energia viene consumata, ma ad esempio che 1.200 kWh/anno siano consumati da una persona anziana con pensione minima o da un single benestante spesso fuori casa la bolletta non permette di discriminarlo e i due soggetti pagano la stessa cifra. A parte questo la nostra bolletta domestica è basata su una impostazione progressiva che parte dal (discutibile) presupposto che chi più consuma è più abbiente.

AVVIATA L’INTEGRAZIONE ASSOELETTRICA – ASSORINNOVABILI.

MORI: “UN PASSO DECISIVO PER LO SVILUPPO DEL SETTORE VERSO LA DECARBONIZZAZIONE”

“Assoelettrica accoglie con grande soddisfazione la decisione dell’Assemblea di assoRinnovabili di procedere verso un comune progetto di integrazione verso un nuovo e più forte soggetto associativo – ha dichiarato il Presidente di Assoelettrica Simone Mori – Ciò conferma come il tempo delle contrapposizioni tra grandi e piccoli operatori e tra sistemi di generazione tradizionali e impianti alimentati da fonti rinnovabili vada superato. Tale processo porterà alla costituzione di una nuova più solida entità associativa capace di rappresentare finalmente l’intero settore, che, attraverso lo sviluppo del vettore elettrico, è destinato a svolgere un ruolo determinante nella transizione energetica, elemento centrale per la decarbonizzazione delle economie europee”.

Termoelettrico Sedotto e Abbandonato

Il Termoelettrico in Italia sta attraversando un momento difficile, stretto tra due fattori, la perdurante crisi economica e lo sviluppo massiccio ed in buona parte imprevedibile delle rinnovabili elettriche. Come non bastasse con una comunicazione sempre più incline a fornire al pubblico disarmanti semplificazioni in campo tecnico/scientifico il settore termoelettrico viene spesso dipinto di come ‘il cattivo’ attribuendogli colpe che non ha.

Per riuscire ad analizzare in maniera laica la questione bisogna innanzitutto vedere come si è arrivati negli anni alla situazione attuale.

In attesa del 5° rapporto dell’IPCC business as usual

Non c’è pace. Neppure sul clima. Prima di essere reso ufficiale, il V Rapporto del Intergovernmental Panel on Climate Change, IPCC, fa parlare ancora di sé. E’ successo ben due volte in queste settimane precedenti la presentazione prevista per il 27 settembre e sale ancora di più la febbre con fughe di dati e speculazioni. Tanto che l’organismo delle Nazioni Unite – insignito del premio Nobel per la pace 2007 assieme ad Al Gore – ha annunciato con tanto di conferenza stampa, la sua nuova policy.

Qualsiasi bozza anche quella finale è suscettibile di ulteriori modifiche. E’ valido solo il documento ufficiale. Suona come passo obbligato per scongiurare critiche dal fronte ‘negazionista’ (ma non solo) e l’accusa di lasciar deliberatamente trapelare presunti dati (magari poi smentiti nel documento finale) che vengono opportunisticamente utilizzati per disorientare l’opinione pubblica causando un caos informativo.

Come cambieranno i sistemi elettrici Europei nei prossimi 10 anni

Entso-E l’associazione dei gestori di reti di trasmissione europei (TSO) ha pubblicato, come di consueto, il rapporto intitolato “Scenario Outlook & Adequacy Forecast (SO&AF) 2015”  in cui cerca di individuare in maniera precisa quali saranno le risorse necessarie a mantenere in sicurezza il sistema elettrico europeo nel prossimo futuro formulando previsioni che si spingono fino al 2025. Le previsioni vengono effettuate secondo due diversi scenari (uno scenario A più conservativo, uno scenario B con le migliori previsioni dei TSO ed in sostanza con una maggiore penetrazione di fonti rinnovabili, a pag. 11 del report la descrizione precisa dei due scenari).

Al 2020 Entso-e prevede che in Europa la domanda massima di potenza elettrica crescerà meno di quanto previsto nel rapporto dello scorso anno, attestandosi a valori compresi tra 548 e 549 GW, la domanda di picco crescerà a 574-576 GW nel 2025. La domanda di energia elettrica avrà una crescita media pari all0 0,8% tra 2016 e 2025 con un aumento dei consumi europei di 248 TWh. La capacità di generazione complessiva in Europa sarà compresa tra 1.052 GW (Scenario A) e 1.167 GW (scenario B), con un aumento medio annuo dello 0,4% (A) o dell’1,5% (B) rispetto ai 1014-1026 GW attuali. Le previsioni di potenza installata da fonti rinnovabili indicano (scenario B) livelli di crescita elevati, al 2025 in Germania si prevede l’installazione di quasi 140 GW di FER complessivi, in Italia circa 60 GW, una potenza installata simile è prevista anche in Francia e Spagna.