Congiuntura elettrica, anche in gennaio la recessione incombe

Certamente, immaginare che dopo le tristezze del bilancio elettrico di chiusura del 2012 il gennaio successivo potesse aprire le porte ad un panorama di ripresa economica erano molto avventate, se non del tutto vane. Ma i dati diffusi da Terna relativi al bilancio elettrico del primo mese del 2013 sono più che deludenti, sono allarmanti.

I numeri dicono che la domanda di energia elettrica nel Paese è calata in gennaio di 2 punti percentuali rispetto al gennaio del 2012, che diventano 2,4 depurando il dato dagli effetti meteorologici e di calendario (una giornata lavorativa in più e mezzo grado di temperatura media in più). Risultato: la domanda è passata da 24,2 miliardi di kWh a 23,6, attestandosi sui livelli medi dei mesi di gennaio dell’inizio dello scorso decennio. La potenza massima richiesta si è assestata introno ai 50 mila MW, valore da mettere in confronto con gli oltre 100 mila MW di potenza attualmente installata (al netto del fotovoltaico, che vale altri 17 mila MW).

Chicco Testa sul canone Rai in bolletta: “Il tempo stringe, siamo in ritardo, molti problemi ancora da risolvere”

Siamo al 15 febbraio, ma le imprese del settore ancora non sanno come dovranno esigere il canone Rai che il Governo ha voluto inserire nelle bollette dell’energia elettrica”. Così Chicco Testa, Presidente di Assoelettrica, lancia l’allarme sulla complicata questione del canone in bolletta. “Il rischio è che si arrivi impreparati alla scadenza del prossimo luglio.

Le imprese devono predisporre i necessari sistemi informatici per emettere le nuove fatture modificate, bisogna incrociare le banche dati, occorre chiarire una lunga serie di problemi che ancora non sono stati sciolti, dalla questione dei ritardati pagamenti, alla morosità, dall’eventualità di un cambio di fornitore ai pagamenti parziali, dai reclami ai contratti non residenti. Insieme a Utilitalia, abbiamo preparato un documento circostanziato che elenca tutti i problemi aperti, ma il Ministero per lo Sviluppo economico ancora non ci ha dato risposta. E il tempo ormai stringe

RINNOVABILI 3 – LA CINA DOMINA LA CORSA

La Cina continua a segnare il passo nella sfida con gli Stati Uniti nel settore delle energie rinnovabili. L’ulteriore prova arriva dal rapporto “Who’s Winning the Clean Energy Race” basato sui dati Bloomberg New Energy Finance e pubblicato da Pew Charitable Trusts, un’organizzazione no-profit con sede negli Stati Uniti.

In base al rapporto la Cina si aggiudica il primo posto nella classifica delle nazioni che hanno investito maggiormente nelle energie pulite, superando gli Stati Uniti, scesi al terzo posto dopo la Germania.

Gli investimenti sono cresciuti a livello globale del 630 per cento dal 2004. L’Europa è rimasta il destinatario principale degli investimenti in energie rinnovabili, attirando 94,4 miliardi dollari, guidata dalla Germania (41,2 miliardi dollari) e a seguire dall’Italia (13,9 miliardi dollari).
Secondo il rapporto della Pew, nel 2010 gli Usa hanno investito 34 miliardi di dollari (circa 24 miliardi di euro) in fonti rinnovabili, con un aumento del 51% rispetto al 2009, contro i 54,4 miliardi di dollari (circa 38 miliardi di euro) della Cina e i 41,2 miliardi di dollari (circa 29,2 miliardi di euro) della Germania. Per la prima volta l’India entra nella “top 10” con 4 miliardi $ (+25%).

TUTTI I DATI E I CONFRONTI INTERNAZIONALI

Il motivo di questa newsletter è semplice: nonostante il settore elettrico costituisca il crocevia nevralgico di tutte le attività del Paese, da quelle produttive e commerciali ai trasporti, dalla pubblica amministrazione al semplice vivere quotidiano a casa propria, nonostante sia esso sottoposto, come nessun altro, ad un minuzioso e costante monitoraggio, nonostante sia considerato, a giustissimo titolo, come strategico e vitale, le informazioni, i dati, i numeri capaci di fotografarne la realtà e descriverne gli andamenti rimangono frammentari e disomogenei.

Gli italiani amano il solare…. ma lo conoscono bene?

Come di consueto per l’inaugurazione del Solarexpo la Fondazione Univerde ed IPR marketing hanno pubblicato i risultati del sondaggio “Gli italiani ed il solare” , volto a fare il quadro su come viene percepita la questione energetica nel nostro Paese. I risultati sono molto favorevoli alla soluzione solare, giudicata semplice, pulita, sempre più economica, vantaggi che hanno fatto guadagnare al solare la simpatia di oltre il 90% degli Italiani. Una stima quella per la tecnologia solare che può essere tranquillamente condivisa, quello che può essere meno condiviso è il metodo piuttosto semplicistico con cui la ‘soluzione solare’ viene proposta, attraverso domande che forse non lasciano trasparire pienamente il rovescio della medaglia.

In Italia mezzo milione di impianti fotovoltaici

Sabato scorso è stato superato il numero di 500.000 impianti fotovoltaici registrati sul contatore fotovoltaico del GSE, lo ha annunciato lo stesso Gestore dei Servizi Energetici attraverso un comunicato.

Il contatore fotovoltaico del GSE oggi (11/3/2013) indica un numero di impianti pari a 501.556, ma enumera oltre agli impianti in funzione anche 2063 impianti ‘iscritti a registro’, ovvero impianti di grandi dimensioni con tutte le carte in regola per ricevere gli incentivi ma non ancora entrati in esercizio. Si può quindi presumere che il numero di 500.000 impianti fotovoltaici effettivamente in funzione sarà raggiunto entro un paio di giorni.

Consumi elettrici di febbraio: dati catastrofici

Terna ha diffuso oggi i dati, ancora provvisori, sulla domanda elettrica di febbraio. La flessione dei consumi rispetto al mese di febbraio dello scorso anno è stata molto marcata segnando un -8,1%, un dato che anche depurato dei fattori di calendario (lo scorso anno era bisestile) e degli effetti di temperatura si mantiene molto negativo e pari al -5,1%. Un calo che si è differenziato sul territorio nazionale -7,2% al Nord, -7,9% al Centro e -10,0% al Sud.

Nel mese di febbraio 2013 l’energia elettrica richiesta in Italia è stata pari a 25,7 miliardi di kWh e si registra un impressionante calo della produzione da termoelettrico (-23,9%) mentre sono aumentate la produzione di idroelettrico (+43%), eolico (+19,1%) e fotovoltaico (+11,2%).

ASSOELETTRICA: “NON POSSIAMO PAGARE DA SOLI IL CONTO DELLA CRISI”

La polemica tra fotovoltaici ed elettrici “tradizionali” si è già surriscaldata, ma ancora non è del tutto chiaro di cosa si parli, quali siano le opzioni in campo. Opzioni che riguardano un problema comune: come gestire questa situazione di overcapacity. Cosa chiede Assoelettrica?

Intanto vorrei chiarire una questione personale. Oltre alla presidenza di Telit (una società che produce tecnologie per le telecomunicazioni, ndr) ho un’azienda che si chiama Eva. Sette-otto anni fa ho investito insieme a Franco Bernabè in una società di giovani ingegneri bresciani il cui obiettivo era la realizzazione di piccoli impianti idroelettrici. Sviluppare un impianto idro comporta una fatica considerevole perché ogni impianto ha una sua caratteristica, localizzazione, territorio, portata, geologia, idrogeologia ecc. Abbiamo fatto 4-5 impianti e poi ci siamo accorti degli incentivi al fotovoltaico e abbiamo investito. È una cosa molto più semplice, gli impianti sono tutti uguali. Il primo lo abbiamo fatto con l’aiuto di un Epc, poi ci siamo resi conto che l’ingegneria è semplicissima e ce li siamo fatti in casa.

RINNOVABILI. IL CONTO, PER ORA, È DI 200 MILIARDI NEI PROSSIMI 20 ANNI

Un’elaborazione di Assoelettrica basata sui dati dell’Autorità e del GSE stima che il costo totale degli incentivi che saranno destinati in Italia alle fonti rinnovabili elettriche dal 2009 al 2032 sarà pari a circa 220 miliardi di euro, di questi200 miliardi verranno erogati nei prossimi 20 anni tra il 2013 ed il 2032. Il picco di spesa si raggiungerà nel 2016 quando si supereranno i 12,5 miliardi di euro di incentivi.

Attualmente viene incentivata l’energia elettrica prodotta da fotovoltaico, da fonte eolica, idroelettrica e geotermica. Viene inoltre incentivata l’energia elettrica prodotta da biomasse, da biogas, da bioliquidi ed anche l’energia prodotta dalla frazione organica dei rifiuti bruciati nei termovalorizzatori.

Chi ha Ucciso le Rinnovabili?

Tutto il settore delle energie rinnovabili è oggi in sofferenza in Italia. Il governo ha dato una drastica sforbiciata agli incentivi concessi a questa tecnologia o addirittura li ha annullati. Il settore si è fermato e molte aziende sono in crisi. Il futuro delle rinnovabili appare  seriamente ipotecato. Ma è colpa del governo Monti, che ha preso questi provvedimenti? La nostra risposta è no.