Fotovoltaico a 82 GW: Terna-Snam ridisegna la rete
Il fotovoltaico italiano quasi raddoppia in cinque anni, dal 2025 al 2030: da 43,5 GW installati a fine 2025 a 82,3 GW previsti al 2030. Lo scenario "Best Estimate" del Documento di Descrizione degli Scenari 2026 (DDS) di Terna e Snam sposta il baricentro del sistema elettrico verso Sud e trasforma accumuli e curtailment da variabili marginali a nodi strutturali. Con un denominatore più piccolo del previsto: la domanda elettrica al 2030 scende a 338 TWh.
Il fotovoltaico raddoppia: 82 GW al 2030, fino a 137 al 2040
Al 2030 il solare tocca 82,3 GW, con il segmento utility-scale che più che raddoppia da 24,5 a 54,1 GW e il distribuito che sale da 19 a 28,2 GW. La produzione passa da 44 a 110 TWh, oltre il 52% della generazione rinnovabile e circa il 37% di quella nazionale. Al 2040 il fotovoltaico arriva a 114-137 GW e 156-185 TWh. Solare ed eolico insieme valgono 103 GW al 2030, +45 GW sul 2025.
Aste FER X e accumuli: dove si gioca il 63% di rinnovabili
Dei 45 GW nuovi, circa 23 GW sono già assegnati tramite FER 1, Agrivoltaico, Agrisolare, FER X Transitorio ed Energy Release 2.0, con oltre il 50% tra Sud e Sicilia. Le prossime aste FER X mettono a gara un contingente fino a 37 GW, ma Terna e Snam ne ipotizzano in esercizio solo 7-10 GW entro il 2030, più 2,5-3 GW l'anno di crescita inerziale. Per centrare il 63% di rinnovabili sulla domanda servono circa 50 GWh di nuovi accumuli, di cui 24 GWh oltre le aste Macse. La capacità di accumulo utility-scale e distribuita, esclusi i pompaggi, passa da 17,9 GWh nel 2025 a 80 GWh nel 2030 (di cui 19 GWh distribuiti), fino a 116,5-169,5 GWh nel 2040; il fabbisogno aggiuntivo di 50 GWh è invece calcolato rispetto al 2026 e riguarda solo l'utility-scale. L'overgeneration sale da valori quasi nulli a circa 6 TWh nel 2030 e 8-25 TWh nel 2040.
La rete inverte i flussi tra Sud e Centro-Sud
La concentrazione delle rinnovabili nel Mezzogiorno ribalta la geografia dei transiti. Sul collegamento tra Sud e Centro-Sud la direzione si inverte rispetto allo storico: dai -12,3 TWh del 2024 si passa a 21,2 TWh nel 2030 e fino a 43,5 TWh nel 2040 nello scenario Power Development, mentre il transito tra Centro-Sud e Centro-Nord sale da 3,2 a 10,7 TWh nel 2030 e 26,5 TWh nel 2040. Al 2030 le esportazioni triplicano da circa 5 a 15 TWh. Sul fronte domanda, le abitazioni con riscaldamento prevalente a pompa di calore passano da 2,5 milioni nel 2025 a 3,8 milioni nel 2030, fino a 9,8 milioni nel 2040. La quota elettrica nei consumi finali sale dal 22% del 2025 al 25% nel 2030.
Il bivio del 2040 e un dato in conflitto
Dopo il 2030 le traiettorie divergono. Energy Integration ipotizza circa 4 GW l'anno di nuovo solare ed eolico, domanda a 408 TWh e rinnovabili al 68%; Power Development assume 8 GW annui, 439 TWh e 77%, con la generazione a gas che scende a 53 TWh. QualEnergia segnala anche un ridimensionamento su gas e idrogeno: biometano a 2 miliardi di metri cubi contro i 5 del riferimento Pniec 2024 e idrogeno rinnovabile a 1,5 TWh anziché 9,9. Sui data center le due fonti non concordano: pv magazine indica 48 TWh di consumi al 2040, QualEnergia si ferma a 38 TWh; entrambe concordano sui 15 TWh del 2030.
Con l'eolico frenato, lo storage diventa il vincolo
Tre calcoli aiutano a leggere il quadro. Il salto del fotovoltaico da 43,5 a 82,3 GW equivale a un aumento dell'89% (82,3 diviso 43,5), quasi un raddoppio in cinque anni, dal 2025 al 2030. I 24 GWh "oltre Macse" pesano per il 48% del fabbisogno di 50 GWh. E più solare concentra i surplus nelle stesse ore: l'eolico previsto al 2030 è di 20,2 GW, quasi 8 GW in meno dei 28,1 del riferimento Pniec, mentre il solare supera di circa 3 GW i 79,3 del Piano. Un mix più sbilanciato sul fotovoltaico rende lo storage non un'opzione, ma il vincolo principale del sistema al 2030.