Ricarica EV in estate: il caldo frena le colonnine ultra-fast
Superati i 35 °C, il sistema di raffreddamento a liquido delle auto elettriche deve compiere un lavoro straordinario durante la ricarica in corrente continua. Il BMS risponde tagliando la potenza erogata per proteggere le celle: è il thermal throttling. Per chi osserva le infrastrutture di ricarica e il sistema elettrico, quel taglio non è un dettaglio da manuale d’uso, ma un vincolo di sistema che modifica la resa delle colonnine ad alta potenza.
35 °C: la soglia oltre la quale la colonnina non rende al massimo
Con temperatura esterna oltre i 35 °C, la chimica al litio entra in una zona critica. Il Battery Management System (BMS) riduce la potenza di ricarica per salvaguardare le celle e preservare lo State of Health dell’accumulatore. Il fenomeno prende il nome di thermal throttling e, quando scatta, la curva di ricarica crolla dopo pochi minuti. In una stazione ultra-fast, l’effetto immediato è una sosta più lunga a parità di energia trasferita.
La finestra utile estiva: 10-70%, con tetto all’80%
In estate la curva di ricarica a massima velocità si concentra tra il 10% e il 70% dello stato di carica. Superato l’80%, la resistenza interna della batteria aumenta notevolmente e genera più calore: continuare fino al 100% in colonnina rapida diventa inefficiente e rischioso per la longevità delle celle.
La differenza tra 70 e 10 restituisce una finestra utile di 60 punti percentuali. Dentro questo intervallo si massimizza l’energia trasferita per unità di tempo; oltre, la chimica lavora contro la colonnina.
| Variabile | Soglia estiva | Effetto tecnico |
|---|---|---|
| Temperatura critica | 35 °C | Lavoro straordinario del raffreddamento |
| Finestra di massima velocità | 10-70% | Curva di ricarica sfruttabile |
| Tetto in colonnina rapida | 80% | Aumenta resistenza interna e calore |
| Potenza ultra-fast | 150 kW | Shock termico se innestata a caldo |
| Riposo post-viaggio | 10-15 min | Dissipazione del calore cinetico |
Cosa cambia per l’infrastruttura di ricarica
Per gli operatori delle colonnine, il caldo estivo si traduce in sessioni più brevi, potenze medie più basse nelle ore centrali e un carico ausiliario legato alla climatizzazione. Il precondizionamento termico della batteria e il raffrescamento dell’abitacolo sotto carica prelevano energia dalla rete, non dall’accumulatore: la sosta diventa un evento elettrico più complesso del solo rifornimento di energia di trazione.
Pianificare le ricariche ultra-fast al mattino presto o dopo il tramonto, come indicato dalla guida tecnica pubblicata il 14 agosto 2026, sposta la domanda di potenza lontano dalle ore più calde. Aggiungere un riposo di 10-15 minuti all’ombra dopo un lungo viaggio prima di innestare una colonnina da 150 kW evita lo shock termico ma allunga il tempo di permanenza nell’area di sosta. Il risultato è un flusso più frazionato: due soste brevi nella fascia 10-70% valgono più di una sosta lunga fino al 100% sotto il sole.
Il caldo non riduce l’autonomia: riduce la potenza utile di ricarica. Per la rete di ricarica, l’estate impone più sessioni brevi e più precondizionamento, non più energia per singola sosta.