1,5 miliardi UE per batterie: al via il bando Battery Booster

Con 1,5 miliardi di euro di prestiti a tasso zero la Commissione europea mette sul tavolo la leva finanziaria più aggressiva mai attivata per colmare il deficit produttivo di celle nell’industria dell’auto elettrica. Il bando della Battery Booster Facility, aperto ufficialmente il 28 luglio 2026, non è un sussidio a pioggia: è un «ponte» mirato ad accompagnare le gigafactory europee nella fase di ramp-up, il passaggio più esposto a rischi di liquidità tra la produzione pre-serie e l’operatività su scala commerciale.

Il nodo strutturale: la dipendenza dalle celle cinesi

La produzione di batterie per veicoli elettrici resta l’anello debole dell’industria automotive europea. Le infrastrutture produttive sul suolo dell’Unione non bastano a competere con l’importazione di prodotto finito dalla Cina. L’obiettivo del Battery Booster è aumentare la quota di celle progettate e fabbricate interamente dentro lo Spazio Economico Europeo (i 27 Stati membri più Islanda, Liechtenstein e Norvegia), riducendo l’esposizione strategica della filiera dei veicoli elettrici.

Lo strumento è finanziato con i proventi del Fondo per l’Innovazione dell’UE ed era stato annunciato il 9 giugno 2026 come pilastro operativo della Battery Booster Strategy.

Gigafactory europea con linee automatizzate e moduli batteria, produzione industriale di batterie per auto elettriche
La Battery Booster Facility da 1,5 miliardi di euro sostiene le gigafactory europee nella fase di ramp-up produttivo.

Prestiti fino a 500 milioni a progetto: come funziona il bando

La Facility concede finanziamenti agevolati che coprono fino al 60% dei costi ammissibili, con un tetto massimo di 500 milioni di euro per singolo progetto. Il budget complessivo di 1,5 miliardi sarà assegnato ai candidati che superano la valutazione di un comitato di esperti comunitari.

Per accedere al bando, che chiude il 30 settembre 2026, ogni progetto deve soddisfare criteri stringenti:

  • il sito produttivo si trova nello Spazio Economico Europeo;
  • l’impianto è già in fase di ramp-up all’apertura del bando;
  • rappresenta la prima gigafactory su scala commerciale completa del richiedente a livello globale per celle destinate a veicoli elettrici;
  • la capacità produttiva annua pianificata è di almeno 10 GWh.

L’ammissione si gioca in due passaggi: compilazione di un sondaggio di idoneità (EU Survey) e successivo invio del formulario completo con allegati tecnici e bilanci previsionali tramite un account di trasmissione sicura. Per tutta la durata dell’invito è attivo un helpdesk dedicato via e-mail, con un documento pubblico di Q&A in aggiornamento costante.

Una scommessa su pochi progetti: il vincolo dei 500 milioni

Considerando il tetto di 500 milioni per progetto, l’intera dotazione da 1,5 miliardi potrebbe finanziare al massimo tre iniziative di taglia massima; la cifra reale dipenderà dalla distribuzione delle richieste, ma il segnale è chiaro: Bruxelles concentra le risorse su un numero ristretto di operazioni giudicate strategiche. Il requisito della «prima gigafactory completa» esclude chi ha già stabilimenti commerciali maturi, favorendo nuovi ingressi industriali o l’upgrade di player ancora in fase di validazione. È un tentativo di far nascere campioni europei indipendenti in un mercato dove il vantaggio competitivo della Cina è misurato in decine di gigawattora di capacità già installata.

Fonti

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