Abruzzo: dal bando pompe di calore un modello di policy che punta al 100% della spesa

Con una dotazione di 3,5 milioni di euro la Regione Abruzzo mette sul piatto il primo bando regionale del 2026 che copre, cumulando il contributo con il Conto Termico 3.0, fino al 100% della spesa ammissibile per la sostituzione degli impianti termici domestici più inquinanti. La misura non è solo un incentivo: è un banco di prova per l’integrazione tra fondi statali e regionali nella fase più delicata della transizione residenziale, quella che punta a smantellare il parco installato di generatori a gasolio e biomasse non performanti.

Le domande aprono il 15 settembre 2026 sullo Sportello digitale della Regione. La spesa ammissibile decorre dal 24 luglio 2026, giorno successivo alla pubblicazione dell’avviso. I tempi sono stretti ma deliberati: l’intero impianto del bando è pensato per agganciare la finestra ancora aperta del Conto Termico 3.0 gestito dal GSE, condizione obbligatoria per accedere al cofinanziamento abruzzese.

Cosa finanzia il bando e con quale logica di sistema

Il bando si inserisce nell’Accordo di programma tra Regione e Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase) e nel Piano regionale per la tutela della qualità dell’aria. Il perimetro degli interventi ammissibili è disegnato con precisione chirurgica: sostituire camini aperti, stufe e caldaie a legna o pellet con potenza fino a 35 kW e classificazione ambientale fino a quattro stelle (o privi di certificazione), oppure generatori a gasolio.

Le tecnologie in entrata devono garantire un salto di classe emissiva: inserti, stufe e caldaie a cinque stelle, pompe di calore, sistemi ibridi. Per le pompe di calore il bando apre esplicitamente all’integrazione con fotovoltaico e accumulo — una combinazione che sposta l’intervento dal semplice fuel switch alla generazione distribuita, con tutto ciò che comporta in termini di minore pressione sulla rete nei picchi invernali.

Il contributo massimo per cittadino arriva a 15.000 euro, ha riportato QualEnergia, e l’erogazione è a rimborso. I lavori vanno conclusi entro nove mesi dalla comunicazione di ammissione.

Pompa di calore e pannelli fotovoltaici su una casa in collina, transizione energetica sostenibile in Abruzzo
Pompe di calore e fotovoltaico si integrano nel primo bando regionale che copre fino al 100% della spesa per la sostituzione degli impianti termici domestici.

Il meccanismo del cumulo: regionale più Conto Termico fino al 100%

Il tratto distintivo del bando è il vincolo di cumulo con il Conto Termico 3.0. La Regione non opera in sostituzione dell’incentivo nazionale ma vi si appoggia, portando la copertura della spesa ammissibile fino al 100% nel rispetto dei massimali.

Per il settore, questa architettura ha due implicazioni. La prima è che il bando abruzzese funziona da leva finanziaria sul meccanismo esistente del GSE, senza duplicare istruttorie né creare un regime parallelo di incentivi. La seconda è che il beneficiario deve risultare assegnatario del Conto Termico: chi non supera quell’istruttoria perde anche il contributo regionale. Un allineamento che riduce il rischio di selezioni avverse ma stringe i criteri di accesso.

La finestra operativa e la posta in gioco per la filiera

La dotazione di 3,5 milioni non è imponente in valore assoluto, ma il timing e la struttura del bando lo rendono un segnale per gli operatori. Con la spesa ammissibile già decorrente dal 24 luglio, gli installatori e i produttori di pompe di calore e sistemi ibridi hanno circa sette settimane per preparare i progetti prima dell’apertura dello sportello il 15 settembre.

L’obbligo di concludere gli interventi in nove mesi concentra l’esecuzione entro la metà del 2027, un arco temporale che colloca questo bando nella fase in cui il parco residenziale italiano deve accelerare la sostituzione dei generatori a gasolio — ancora presenti in aree non metanizzate dell’Appennino — e degli apparecchi a biomassa più datati, responsabili di una quota rilevante delle emissioni di particolato nei comuni montani e collinari.

Il modello Abruzzo — cumulo regionale su incentivo nazionale fino a copertura integrale della spesa — potrebbe diventare riferimento per altre Regioni che hanno firmato Accordi di programma analoghi con il Mase. La sua replicabilità dipenderà dalla velocità di erogazione e dalla capacità della filiera installativa di assorbire la domanda generata in una finestra temporale compressa.

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