Nei condomini il fotovoltaico raramente conviene, perché chi paga i pannelli non incassa l'energia che producono. Le comunità energetiche ribaltano quel calcolo. Un modello applicato all'intero settore residenziale svizzero stima che la loro diffusione porterebbe, entro il 2050, circa 26.000 impianti fotovoltaici in più nei soli edifici plurifamiliari, per 650 MW di potenza aggiuntiva. In Italia, intanto, la finestra PNRR per le CER si chiude il 28 novembre.
Il modello: 650 MW concentrati negli edifici plurifamiliari
Un modello System Dynamics del settore residenziale svizzero, sviluppato da Matteo Palucci, Jalomi Maayan Tardif, Vasco Medici e Giovanni Sansavini, ricercatori della SUPSI e dell'ETH Zurigo, confronta uno scenario senza comunità energetiche con uno che le ammette. Negli edifici plurifamiliari la differenza al 2050 è di circa 26.000 installazioni e 650 MW.
La simulazione copre i 26 cantoni svizzeri e incrocia dati sugli edifici, prezzi dell'elettricità, incentivi e diffusione congiunta di fotovoltaico e pompe di calore. Non sono previsioni, ma traiettorie possibili: nello scenario di politiche attuali la capacità fotovoltaica sui tetti residenziali arriva a circa 12 GW al 2050.
Il dato che conta per il settore è la taglia media. Dividendo i 650 MW per le 26.000 installazioni si ottengono circa 25 kW per impianto, contro i 12,7 kW che risultano dai 140 MW e dagli 11.000 impianti attribuiti all'effetto di imitazione su case mono e bifamiliari. Il condominio ospita impianti grandi il doppio.
Lo split incentive è il vero collo di bottiglia
Negli immobili in affitto il proprietario sostiene l'investimento mentre l'inquilino consuma l'energia prodotta: è il problema degli split incentive, che frena il fotovoltaico proprio sugli edifici più grandi e capienti. Le CER lo aggirano, perché il proprietario può vendere l'elettricità agli occupanti invece di immetterla in rete.
Nel modello svizzero il prezzo interno resta entro l'80% della tariffa elettrica retail. Dal 2025 la Svizzera ammette anche le comunità energetiche virtuali (VEC), che collegano edifici adiacenti senza un unico punto di prelievo: nel modello portano a più capacità complessiva delle CER tradizionali. I ricercatori avvertono però di un possibile effetto di saturazione, perché incentivi molto elevati combinati con le VEC riducono la convenienza dell'impianto individuale.
In Italia la finestra PNRR scade il 28 novembre
La facility PNRR per le CER è arrivata, con gli scorrimenti delle risorse, alle domande presentate entro il 28 novembre, e il lavoro proseguirà con le rinunce. Il GSE ha spiegato a QualEnergia.it di aver valutato quasi tutte le richieste e di preparare nuove semplificazioni sulla gestione delle modifiche. Sul Fer X l'asta è confermata a dicembre; sugli extraprofitti del 15-bis restano aperti meno di 200 Comuni.
Cosa cambia per chi opera nel settore
I 650 MW attribuiti alle CER nei condomini valgono circa il 5,4% dei 12 GW previsti sui tetti residenziali svizzeri nello scenario di politiche attuali; l'effetto indiretto su villette e bifamiliari aggiunge altri 140 MW. Per un installatore o un operatore di rete la conseguenza è netta: il segmento che si sblocca è quello degli immobili in locazione, con impianti medi da 25 kW, e la sua velocità dipende dal disegno congiunto di regole, incentivi e modelli di condivisione, non dalla disponibilità di tetto.
I due calendari fotografano l'asimmetria: la Svizzera misura il potenziale al 2050, l'Italia ha una scadenza operativa al 28 novembre 2026. Chi progetta una comunità energetica oggi deve saper lavorare su entrambi gli orizzonti.
