L’utility trentina mette a segno un’altra operazione nel fotovoltaico a terra, rilevando un progetto autorizzato da quasi 20 MWp su un ex sito estrattivo nel Reggiano. L’acquisto del 100% di NB7 Srl si inserisce in una fase di accelerazione delle rinnovabili italiane — la produzione solare ha toccato 26,3 TWh nel primo semestre 2026, +19,2% sullo stesso periodo del 2025 — e mostra come gli operatori stiano puntando sul recupero di aree già antropizzate per centrare gli obiettivi di decarbonizzazione al 2030, sfruttando le finestre ancora aperte del Decreto FER 1.
L’operazione: 20 MW su cave dismesse, costruzione interna e tariffa ventennale
Dolomiti Energia ha perfezionato l’acquisizione dell’intero capitale di NB7 Srl da Development Italy Srl, società che fa capo al gruppo tedesco Steag Iqony. Con il passaggio di proprietà arriva in portafoglio il titolo autorizzativo per un impianto fotovoltaico nel Comune di Montecchio Emilia, in provincia di Reggio Emilia. La capacità autorizzata sfiora i 20 MWp e il progetto insiste su un’area precedentemente destinata ad attività estrattive, quindi su un sito già compromesso che non consuma nuovo suolo agricolo.
La società trentina gestirà internamente la costruzione, facendo leva sulle competenze sviluppate negli ultimi anni nella progettazione e realizzazione di impianti fotovoltaici. I lavori dovrebbero partire entro pochi mesi, con entrata in esercizio tra fine 2027 e inizio 2028. L’impianto beneficia della tariffa incentivante prevista dal Decreto FER 1 per 20 anni dall’avvio della produzione: un elemento che garantisce stabilità dei ricavi e sostenibilità dell’investimento nel lungo periodo.
Il portafoglio rinnovabili prende forma: da Epico Solar a Montecchio Emilia
A novembre 2025 Dolomiti Energia aveva rilevato il 75% di Epico Solar Development, incamerando 6,3 MW di impianti fotovoltaici già in esercizio e 3 MW di progetti autorizzati, con una pipeline che fissa un target di 60 MW al 2030. Sommando la nuova acquisizione, il perimetro autorizzato e operativo sale a oltre 29 MW complessivi, dei quali circa 23 MW devono ancora entrare in produzione.
| Voce | Capacità |
|---|---|
| Impianti in esercizio (Epico) | 6,3 MW |
| Progetti autorizzati (Epico) | 3 MW |
| Progetto Montecchio Emilia (NB7) | ~20 MWp |
| Totale in portafoglio (esercizio + autorizzato) | ~29,3 MW |
| Target piano 2030 | 60 MW |
Il CEO Stefano Granella ha dichiarato che l’impianto di Montecchio Emilia «diventerà uno dei più importanti asset fotovoltaici operativi del gruppo», aggiungendo che l’operazione «conferma la volontà di crescere nelle rinnovabili con una visione industriale di lungo periodo, valorizzando siti già utilizzati in passato».
Cosa dice l’operazione sul mercato: aree dismesse, FER 1 e corsa al 2030
La scelta di un ex sito estrattivo non è casuale. In un 2026 in cui la produzione solare italiana ha raggiunto 26,3 TWh nel primo semestre con un balzo del 19,2% sullo stesso periodo del 2025, la disponibilità di terreni idonei e non agricoli è diventata una discriminante competitiva per gli sviluppatori. L’operazione Dolomiti Energia si allinea a una tendenza ormai strutturale: recuperare cave, discariche e aree industriali dismesse per installare nuova capacità senza scontrarsi con i vincoli territoriali e le moratorie che alcune Regioni hanno tentato di introdurre.
L’aggancio al FER 1 offre inoltre una copertura ventennale che mitiga il rischio prezzo, in una fase in cui l’elevata penetrazione di fotovoltaico ed eolico — insieme hanno coperto oltre il 25% della domanda elettrica nazionale nella prima metà del 2026 — inizia a comprimere i prezzi dell’energia nelle ore centrali della giornata. Per le utility integrate, assicurarsi una tariffa fissa su un progetto a basso impatto territoriale significa blindare parte dei ricavi mentre si scala la potenza installata.
Con 60 MW nel mirino al 2030, Dolomiti Energia si posiziona tra i player di medie dimensioni che stanno costruendo un portafoglio fotovoltaico partendo da acquisizioni mirate e autorizzazioni già in essere. La vera partita, ora, è la fase realizzativa: la capacità di convertire i progetti autorizzati in impianti operativi entro le scadenze del FER 1 sarà il banco di prova della strategia industriale del gruppo.

