Von der Leyen: raddoppiare l’elettricità, ma 480 GW attendono la rete

Ottanta gigawatt di rinnovabili installati nel 2025 e una capacità sei volte superiore — 480 GW — ancora in attesa di connessione. Il numero, citato da Ursula von der Leyen nel discorso sullo Stato dell'Unione a Strasburgo, sposta il baricentro della transizione energetica europea dalla generazione alle infrastrutture. Nessun grande provvedimento immediato è arrivato sul fronte energia; l'obiettivo resta raddoppiare la quota di elettricità entro il 2040, ma senza reti e accumuli quel raddoppio resta sulla carta.

Nessun provvedimento immediato, obiettivo elettrificazione al 2040

Nel discorso del 16 settembre 2026 davanti al Parlamento europeo von der Leyen non ha annunciato misure energetiche immediate. L'approccio resta di neutralità tecnologica — rinnovabili e nucleare, con il biometano tra le fonti citate — e le iniziative concrete sono attese nei prossimi mesi.

Il quadro che motiva la strategia sta nei costi. Dalla chiusura dello Stretto di Hormuz i combustibili fossili importati sono costati all'Europa 90 miliardi di euro in più, "senza che questo aggiungesse una singola molecola di energia", ha detto la presidente della Commissione. Da qui l'obiettivo di raddoppiare la quota elettrica entro il 2040, che secondo la Commissione ridurrebbe di 260 miliardi di euro l'anno la spesa per le importazioni fossili.

Il percorso verso il 2030 vale 130 miliardi di euro l'anno di risparmi stimati, costruiti su tre pilastri:

  • 50% dei risparmi dalla sostituzione dei fossili nella produzione elettrica con fonti pulite, idroelettrico e rinnovabili;
  • 25% da elettrificazione ed efficienza energetica nei settori chiave;
  • 25% da smart grid e flessibilità del sistema.

80 GW installati e 480 GW in coda: il collo di bottiglia sono le reti

Lo scorso anno l'Ue ha installato oltre 80 GW di capacità rinnovabile, ma una capacità sei volte superiore aspetta la connessione alla rete. Il calcolo è aritmetico: 80 per sei fa 480 GW in coda. È il motivo per cui il Pacchetto sulle reti è stato definito urgente, insieme a connessioni più rapide e più stoccaggio.

A luglio 2026 la Commissione ha varato il Piano d'Azione per l'Elettrificazione, per fare dell'Europa il "primo continente elettrificato", con una proposta di revisione degli oneri di rete per evitare che l'elettricità sia tassata più del gas, e la campagna Electrify Now sui settori industriale, trasporti ed edilizia. Il mercato interno dell'energia genera già 34 miliardi di euro di risparmi l'anno per i consumatori, che con reti più integrate salirebbero a 40-43 miliardi entro il 2030.

Mix elettrico: rinnovabili al 47%, basse emissioni al 70%

Nel 2025 la quota di rinnovabili nel mix elettrico europeo è salita al 47%, dal 36% del 2021: 11 punti percentuali in quattro anni. Il 70% dell'elettricità Ue arriva da fonti a basse emissioni di carbonio e, per la prima volta nella storia, eolico e solare insieme hanno prodotto più elettricità di tutti i combustibili fossili.

Infrastrutture di rete elettrica e turbine eoliche nel paesaggio, simbolo della transizione energetica europea
Le infrastrutture di rete rappresentano il nodo critico della transizione energetica verso il raddoppio dell'elettricità.

La crisi dello Stretto di Hormuz ha misurato il valore di quella capacità installata: la sola espansione del solare ha fatto risparmiare quasi 110 milioni di euro al giorno, che su base annua — 110 milioni moltiplicati per 365 — equivalgono a circa 40 miliardi di euro. I pannelli sui tetti residenziali e industriali potrebbero coprire circa il 40% del fabbisogno elettrico europeo entro il 2050.

Batterie, ETS e resilienza climatica: gli annunci concreti

Sul fronte industriale la Commissione ha previsto il Battery Booster Package, un piano da 1,5 miliardi di euro per la produzione di batterie e la relativa catena del valore, e le Energy Highways, le grandi interconnessioni transfrontaliere. Un esempio è l'accordo di gennaio 2026 tra Danimarca e Germania per l'hub eolico offshore da 3 GW sull'isola di Bornholm, finanziato con 645 milioni di euro tramite la Connecting Europe Facility. La Clean Energy Investment Strategy punta a mobilitare capitali privati, con il Gruppo Bei che intende attivare oltre 75 miliardi di euro in tre anni.

Sul carbonio, il sistema ETS ha accompagnato una riduzione del 50% delle emissioni nei settori coperti dal 2005 a oggi, con oltre 280 miliardi di euro reinvestiti nella transizione. La revisione avviata dalla Commissione, riportata da Rinnovabili.it come un indebolimento del sistema, vincola comunque gli Stati membri a destinare almeno metà delle entrate alla decarbonizzazione dei settori coperti.

Sul clima, l'annuncio più concreto secondo QualEnergia è il nuovo quadro europeo per la resilienza climatica, atteso a ottobre: individuerà un centinaio di territori tra i più vulnerabili del continente. L'estate 2026 ha bruciato 660.000 ettari, causato oltre 35.000 decessi aggiuntivi per il caldo e la perdita di circa 12 milioni di tonnellate di raccolti; l'Europa si scalda a una velocità doppia rispetto alla media globale. In arrivo anche un'Alleanza per le assicurazioni climatiche — oggi solo il 25% delle perdite da catastrofi naturali è coperto da polizze private — un piano sulle ondate di calore e una futura flotta europea antincendio.

Resta il nodo delle materie prime: la dipendenza dalla Cina arriva al 90% per alcune terre rare, e Bruxelles istituirà un organismo europeo dedicato per aiutare le industrie ad approvvigionarsi e a costituire scorte.

Cosa cambia per chi opera nel sistema elettrico

Due cifre, lette insieme, dicono dove si sposta il valore: 130 miliardi di risparmi annui stimati al 2030 e 260 miliardi al 2040. Il secondo traguardo è esattamente il doppio del primo: il sistema deve replicare in un decennio quanto costruito nel precedente, mentre la coda di connessione da 480 GW segnala che la capacità di rete disponibile è già il fattore limitante. Per chi sviluppa impianti, il tempo di connessione diventa un rischio di progetto tanto quanto il costo del capitale, e lo stoccaggio smette di essere un'opzione accessoria.

Le tre testate che hanno seguito il discorso divergono sul peso politico della giornata: QualEnergia parla di "niente di nuovo" sul fronte energetico, pv magazine Italia mette al centro l'elettrificazione, Rinnovabili.it la strategia di indipendenza. Tutte convergono su un punto: non sono arrivati provvedimenti immediati. Chiara Martinelli, direttrice di Climate Action Network Europe, riconosce i segnali positivi del discorso ma chiede un piano chiaro contro quella che definisce "la nostra persistente dipendenza dai combustibili fossili e l'ingiustizia rappresentata dagli enormi profitti delle compagnie del settore".

Il test dell'elettrificazione europea non sta nei 260 miliardi risparmiabili al 2040, ma nella coda da 480 GW: finché quella non si smaltisce, ogni gigawatt installato rende meno di quanto potrebbe.

Fonti

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