Il 2025 è stato l'anno del fotovoltaico più produttivo della storia, ma la cifra record contiene una svolta che il settore energetico non può ignorare: il mercato solare globale si avvia verso la prima contrazione annua in oltre vent'anni. Non per esaurimento della domanda, ma perché reti, sistemi di accumulo e flessibilità del sistema elettrico non tengono più il passo delle installazioni.
664 GW nel 2025: il solare copre il 9% della domanda elettrica globale
Con 664 GW aggiunti nel corso dell'anno, il fotovoltaico ha rappresentato il 77% della nuova capacità rinnovabile mondiale nel 2025. La potenza cumulativa globale ha superato i 3 TW all'inizio del 2026 — soglia raggiunta meno di due anni dopo i 2 TW e quattro anni dopo il primo terawatt. Il solare copre oggi il 9% della domanda elettrica globale, tre volte di più rispetto a cinque anni fa.
La decelerazione era già leggibile nel ritmo di crescita annuale: dall'85% del 2023 al 32% del 2024, fino al 12% dello scorso anno. Non un segnale di crisi, ma un mercato che cambia passo strutturalmente.
La Cina trascina il mercato globale al ribasso nel 2026
Nel 2025 la Cina ha installato 382 GW, pari al 57% del mercato mondiale. È questa concentrazione a determinare il segno del 2026. Secondo il Global Solar Market Outlook 2026-2030 di SolarPower Europe, presentato alle conferenze pre-Intersolar di Monaco, la Cina registrerà una riduzione del 24% delle installazioni per effetto di cambiamenti normativi interni. Il risultato aggregato nello scenario intermedio è una contrazione globale dell'8%, con le nuove installazioni mondiali che scenderebbero a 612 GW.
Una proporzione concreta: su una base di 382 GW, un calo del 24% corrisponde a circa 92 GW persi — più dell'intera nuova capacità europea del 2025 (81,6 GW). Basta questo confronto per capire perché il segno globale sia negativo nonostante la crescita del resto del mondo: +18% per l'Asia-Pacifico esclusa la Cina, +3% per l'Europa, +11% per le Americhe, +48% per Medio Oriente e Africa.
Reti e accumuli: il collo di bottiglia che ridefinisce le priorità
Il passaggio di fase è chiarito da Walburga Hemetsberger, CEO di SolarPower Europe: "Espandere il solare non significa più soltanto installare nuova capacità, ma anche garantire una sua efficace integrazione nel sistema." Il report identifica come criticità strutturali la congestione delle reti, l'insufficiente capacità di accumulo a batterie, la limitata flessibilità di sistema e i ritardi autorizzativi.
La prospettiva a lungo termine resta espansiva: la capacità solare globale dovrebbe raggiungere i 6,6 TW entro la fine del decennio, in revisione al ribasso rispetto alla stima precedente di 7,1 TW.
Per gestori di rete e regolatori, la contrazione del 2026 ridefinisce la priorità: non incentivare ulteriori installazioni, ma accelerare l'adeguamento delle infrastrutture che ne rendono possibile l'integrazione. È su questo che si misura ora la qualità della politica energetica.

