Saturazione virtuale rete: 318 GW in coda, arriva il nuovo decreto

Al 31 maggio 2026 le richieste di connessione alla rete di trasmissione nazionale superano 9.204 pratiche aperte, per 318 GW di impianti a fonti rinnovabili e 294 GW di sistemi di accumulo. Numeri che eclissano sia i target del PNIEC sia la capacità fisica della rete. Il collo di bottiglia non è però fisico: l'attuale criterio "primo arrivato, primo servito" consente a progetti ancora su carta di occupare virtualmente quote di capacità, sottraendole ad impianti più avanzati nell'iter. Il MASE ha aperto una consultazione sulla bozza di decreto ministeriale — previsto dal decreto Bollette 2026 — che riscrive questa logica alla radice.

Dal «First-Come, First-Served» al «First Permitted, First Connected»

Il vecchio modello assegna priorità in base alla data di presentazione della domanda: un progetto in fase embrionale può quindi saturare virtualmente la rete per anni, indipendentemente dal suo avanzamento autorizzativo.

Il nuovo sistema sposta il discrimine all'ottenimento dei titoli abilitativi. La riserva definitiva della capacità scatta solo quando il proponente comunica a Terna di aver ricevuto l'autorizzazione per l'impianto. Fino a quel momento, Terna rilascia un'attestazione che può andare anche in overbooking rispetto alla capacità disponibile — un meccanismo che separa nettamente la fase di pianificazione da quella di effettiva prenotazione della rete.

Le microzone e le finestre Open Season

Il decreto divide la rete in microzone — porzioni regionali o sub-regionali della rete di trasmissione nazionale — i cui perimetri vengono aggiornati almeno ogni due anni, con riferimento agli obiettivi di PNIEC e PNRR.

Saturazione virtuale della rete: in arrivo il decreto per sbloccare le connessioni
Torre di trasmissione metallica con cavi, vista dal basso. Foto di Budget Bizar su Pexels

All'interno di ogni microzona, Terna pubblica la capacità massima addizionale con almeno 30 giorni di anticipo rispetto all'avvio delle finestre di partecipazione denominate Open Season. I richiedenti scelgono la soluzione tecnica preferita tra quelle disponibili; la riserva definitiva segue in ordine cronologico di comunicazione dell'autorizzazione ottenuta.

Per i primi 12 mesi di applicazione rimane attiva la facoltà di richiedere soluzioni tecniche dedicate (STCD), come misura di transizione. Il decreto istituisce un tavolo tecnico permanente tra Ministero, ARERA, Terna e distributori locali per monitorare l'evoluzione del sistema.

Implicazioni di sistema: incentivi e punti critici

Il decreto impone a Terna una garanzia minima: la potenza disponibile in ogni microzona deve essere pari ad almeno il 150% degli obiettivi nazionali di settore. Sul piano strutturale, questo ridisegna gli incentivi per gli sviluppatori — avanzare nell'iter autorizzativo diventa il fattore competitivo principale, non la velocità di deposito della domanda iniziale.

Con 612 GW complessivi in coda (318 GW di rinnovabili più 294 GW di accumuli), la scelta di consentire le attestazioni in overbooking è coerente: assegnare riserve definitive su volumi così superiori alla capacità reale sarebbe impraticabile. Il vero banco di prova sarà la definizione concreta delle microzone e la calibrazione degli Open Season: sono questi i meccanismi che determineranno se il decreto svuota davvero la coda o sposta semplicemente il collo di bottiglia sull'iter autorizzativo.

Fonti

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