Il sistema elettrico italiano ha chiuso luglio 2026 con una domanda mensile record di 32,4 TWh, la più alta di sempre su base mensile nei dati Terna. La crescita dell’8,3% rispetto a luglio 2025 equivale, in termini assoluti, a circa 2,5 TWh in più (calcolo: 32,4 − 32,4/1,083). A trainare la domanda è stata un’estate più calda: temperatura media superiore di 1,2 °C a quella del 2025 e di quasi 2 °C alla media decennale. La quota rinnovabile mensile è scesa al 41,5%, dal 44,5% di un anno prima, mentre il termoelettrico è cresciuto del 14,1%. Rapportando l’incremento termoelettrico di quasi 2 TWh ai circa 2,5 TWh di domanda aggiuntiva, il termoelettrico ha assorbito da solo circa quattro quinti del fabbisogno marginale del mese (calcolo: 2,0/2,5).
Il paradosso del mese: fotovoltaico su, idroelettrico ed eolico giù
A luglio il fotovoltaico ha prodotto il 20,6% in più, guadagnando 1,1 TWh, mentre idroelettrico ed eolico insieme hanno perso 1 TWh: il primo è calato di quasi il 15%, il secondo del 20,3%. Il monte rinnovabile mensile resta quindi quasi stazionario attorno a 13,4 TWh: il guadagno solare ha compensato quasi integralmente il calo delle altre due fonti. La domanda però è salita dell’8,3%; la punta di potenza è stata registrata mercoledì 15 luglio tra le 16 e le 17 con 57.940 MW, e la produzione termoelettrica è aumentata di quasi 2 TWh (+14,1% su luglio 2025).
Nei primi sette mesi le rinnovabili scendono al 42,5% della domanda
Da gennaio a luglio 2026 le fonti rinnovabili coprono il 42,5% della domanda elettrica, in calo rispetto al 2025 e al 2024; sulla produzione nazionale pesano per il 49,7%, anch’esso in calo dal 50,6% di fine luglio 2025. L’idroelettrico perde il 19,4% (21,4 TWh), mentre il fotovoltaico cresce del 19,5% e l’eolico dell’11,2%; il fotovoltaico copre il 17,5% della domanda, dal 15,1% di un anno prima. La coppia fotovoltaico+eolico raggiunge 47,4 TWh nei sette mesi, massimo di sempre per il periodo e pari al 25,1% della domanda. Utilizzando il dato di 80,4 TWh di rinnovabili come 42,5% della domanda, la domanda cumulata è stimabile in circa 189 TWh (calcolo: 80,4/0,425); il 17,5% del fotovoltaico equivale così a circa 33 TWh (calcolo: 0,175×189). L’incremento della quota solare sulla domanda è di 2,4 punti percentuali in un anno. Il confronto tra le fonti aggiunge una lettura utile: nel solo perimetro rinnovabile l’idroelettrico pesa per il 26,6%, ma la sintesi del rapporto Terna lo indica al 12,8%; la differenza è legata al diverso perimetro di calcolo, non a un dato contraddittorio, e invita a leggere ogni percentuale insieme al suo denominatore.
Lo scenario del sistema elettrico: il termoelettrico torna margine di sicurezza
Mantenere la quota rinnovabile del 44,5% sulla domanda record di luglio avrebbe richiesto circa 14,4 TWh rinnovabili (calcolo: 32,4×0,445); il sistema ne ha generate 13,4 TWh, un differenziale di circa 1 TWh che si è sommato al fabbisogno coperto dal termoelettrico, aumentato di quasi 2 TWh. Nei primi sette mesi, al quadro si aggiungono un saldo netto con l’estero in crescita del 7,8% e un’elettricità da carbone ancora in diminuzione. Per il settore, il segnale è netto: con idroelettrico in calo e ondate di calore più intense, il termoelettrico resta il principale ammortizzatore dei picchi estivi, mentre il fotovoltaico cresce ma da solo non tiene il passo della domanda.
