La filiera fotovoltaica mondiale ha raggiunto la maturità tecnologica mentre i margini si sono erosi: la tecnologia n-type copre già l'82% del mercato globale e i prezzi spot sono scesi a 0,09 $/Wp. La 17ª edizione dell'International Technology Roadmap for Photovoltaics (ITRPV), coordinata da VDMA, descrive un settore che ha vinto la sfida dell'efficienza e ora si misura con quella della sostenibilità economica.
Il mercato ha già scelto: TOPCon e bifaccialità come standard
Il TOPCon ha superato il PERC come architettura dominante. Con l'82% della produzione già su n-type, la quota residua p-type è scesa al 18%: un calcolo che segnala non un mercato in transizione, ma uno che ha già scelto il proprio standard. La bifaccialità si affianca come caratteristica quasi universale. I moduli raggiungono i 730 W di potenza, nuovo benchmark per i segmenti di grande taglia.
Sovracapacità produttiva: l'affidabilità diventa il discrimine
La sovracapacità produttiva ha spinto i prezzi spot a 0,09 $/Wp e reso più critico l'aspetto dell'affidabilità. Con margini compressi, la differenziazione su qualità e durabilità diventa la vera leva competitiva rimasta ai produttori.
Per developer e operatori di impianti, il quadro impone una revisione dei criteri di procurement: il prezzo al Wp non può essere l'unico discrimine quando i margini dei fornitori sono ai minimi. Selezionare su affidabilità documentata significa anticipare rischi di performance che si manifestano sull'intero ciclo di vita degli asset.
La roadmap ITRPV 2026 fotografa una filiera tecnicamente matura, ma alle prese con una sfida inedita: sostenere la competitività economica senza sacrificare la qualità del prodotto.
