L'8% degli investitori globali indica l'Italia come destinazione preferita per i sistemi di accumulo a batterie (BESS) nei prossimi tre anni — un risultato che proietta il paese nella top 10 mondiale del settore. Il dato emerge dal report "Capital Unlocks Capacity" di DLA Piper, elaborato su 550 operatori di 11 mercati analizzati tra il 27 febbraio e il 9 marzo 2026. Il messaggio del report è più selettivo di quanto il ranking faccia intuire: il capitale internazionale non segue la sola crescita installativa, ma si concentra su mercati che combinano chiarezza regolatoria, accesso alla rete e strutture di ricavo finanziabili.
Il Macse come leva di bancabilità
Il Macse (Mercato a Termine degli Stoccaggi) è il meccanismo che più caratterizza il posizionamento italiano. Introduce contratti di capacità a lungo termine per lo storage, migliorando la visibilità dei ricavi e, di conseguenza, la finanziabilità dei progetti. Non è un dettaglio tecnico: a livello globale, la prevedibilità delle regole di mercato rappresenta il principale fattore nelle decisioni di investimento, insieme alla disponibilità di strutture di ricavo solide e all'accesso alla rete.
Il report segnala anche una preferenza crescente per i progetti ready-to-build e per le soluzioni ibride — che integrano produzione, storage e consumo — considerate attrattive da oltre il 70% degli intervistati. In Italia, questo modello risulta il preferito tra gli operatori.
Gerarchia globale e profilo del capitale
La classifica vede gli Stati Uniti in testa con il 25% delle preferenze, seguiti dal Regno Unito al 19% e dalla Cina al 14%. L'Italia all'8% si inserisce in un panel di undici mercati che include Francia, Germania, Australia, Canada, Medio Oriente, Asia orientale e America Latina.
Il 43% degli investitori punta su opportunità "Goldilocks": progetti in fase avanzata, collocati tra il rischio dei greenfield e i rendimenti compressi degli asset già operativi. La metà degli intervistati mira a un IRR tra l'11% e il 12%; solo il 3% cerca ritorni superiori al 15%. Il settore si è assestato su aspettative moderate: gli operatori vogliono rischio comprensibile, non eliminato.
Natasha Luther-Jones, Global Chair del Sector Energy and Natural Resources di DLA Piper, descrive un settore che «non sta più semplicemente inseguendo la capacità di stoccaggio degli asset, ma sta piuttosto dando priorità a un quadro normativo stabile, a un percorso pronto per l'accesso alla rete e a una chiara visibilità dei ricavi», aggiungendo che «il capitale c'è, ma viene distribuito in modo molto più disciplinato rispetto al passato». Germana Cassar e Vincenzo La Malfa, Co-Heads del Sector Energy di DLA Piper in Italia, rilevano «una tendenza sempre più diffusa verso modelli di ricavi misti, in cui il rischio commerciale viene attentamente bilanciato con flussi di reddito garantiti da contratti».
Lo storage a lunga durata è già identificato come priorità strategica dal 31% degli investitori. Calcolando sul campione totale di 550 operatori, questo corrisponde a circa 170 investitori istituzionali che lo considerano un'asset class prioritaria: un segnale che riguarda direttamente chi sviluppa progetti o gestisce infrastrutture di rete in Italia.
Fonti
- BESS, l'Italia entra nella top 10 dei mercati più attrattivi per gli investitori — pv magazine Italia
- Sistemi di accumulo: l'Italia entra nella Top 10 globale degli investimenti energetici — Canale Energia
