In un agosto segnato da forti tensioni sui prezzi dell’energia, il Governo ha deciso di attivare la clausola di salvaguardia nazionale sul Patto di stabilità. L’operazione punta a liberare fino a 14 miliardi di euro per interventi di sicurezza energetica, destinati a famiglie, imprese e infrastrutture. La lista delle spese dovrà essere trasmessa a Bruxelles entro metà agosto 2026, inserendo le nuove misure nel solco del Piano sociale per il clima appena approvato.
Cosa finanzieranno i 14 miliardi
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha confermato alla Camera che l’incremento di spesa sarà pari allo 0,6% del Pil, il massimo consentito dalla clausola di salvaguardia. Le risorse potranno coprire famiglie, attività produttive, infrastrutture energetiche, di trasporto e la Pubblica amministrazione. Il coordinamento con il Piano sociale per il clima – approvato in Consiglio dei ministri insieme a norme sulla qualità dell’aria e al Ddl delegazione Ue – lascia intendere che il pacchetto includerà anche misure per l’efficienza energetica e lo sviluppo delle rinnovabili, oltre al sostegno diretto sulle bollette.
La scadenza di metà agosto e il coordinamento europeo
Entro la metà del mese il Governo deve inviare a Bruxelles l’elenco dettagliato delle spese che beneficeranno della deroga. La flessibilità concessa dalla riforma del Patto di stabilità è ancorata al principio che gli investimenti in sicurezza energetica, se coerenti con la strategia climatica europea, possono essere esclusi dal calcolo del deficit. L’aggancio al Piano sociale clima serve proprio a blindare questo perimetro: niente procedure d’infrazione, massimo utilizzo dello spazio fiscale disponibile.
Quanto pesa questa decisione nel quadro di mercato
L’annuncio dello scostamento di bilancio arriva mentre il mercato energetico è segnato da forti tensioni sui prezzi. La scelta di destinare fino a 14 miliardi alla sicurezza energetica, agganciandosi al Piano sociale clima, segnala un cambio di passo: dalla gestione emergenziale a un approccio che punta a coniugare il sostegno immediato con interventi strutturali. Le risorse potranno finanziare misure su reti, efficienza energetica e fonti rinnovabili, anche se l’entità precisa sarà definita con la lista che il Governo invierà a Bruxelles entro metà agosto. Per il settore, il messaggio è chiaro: la leva fiscale c’è, ora bisogna tradurla in misure concrete.