Con 1.522 soci e tre mandati alle spalle, Paolo Rocco Viscontini è stato riconfermato ieri all'unanimità presidente di Italia Solare per il triennio 2026-2029. La riconferma non è un semplice avvicendamento interno: arriva mentre il settore fotovoltaico italiano affronta un passaggio strutturale da un mercato centrato sulla produzione a un sistema in cui accumulo, flessibilità e gestione intelligente dell'energia diventano centrali quanto i pannelli stessi.
Il voto dell'assemblea degli associati, riunitasi il 14 luglio 2026, chiude un mandato che ha portato l'associazione da 1.136 a 1.522 soci effettivi, con oltre 60 eventi organizzati e più di 15.000 partecipanti complessivi. Numeri che raccontano una platea in espansione, ma anche un peso istituzionale crescente: dal 7 maggio 2026 Italia Solare è membro del Consiglio direttivo di SolarPower Europe e ricopre una delle vicepresidenze del Global Solar Council.
Cosa ha ottenuto l'associazione sul fronte normativo
Nel triennio 2023-2026 l'attività di advocacy ha prodotto risultati concreti sul quadro regolatorio. Tra i risultati che l'associazione rivendica figurano:
- L'ampliamento delle configurazioni di autoconsumo
- L'introduzione delle aree idonee nazionali e il ripristino delle solar belt
- L'aggiornamento della definizione di agrivoltaico
- Interventi sulla disciplina delle connessioni
- L'estensione delle semplificazioni per impianti in area idonea anche alle opere di connessione esterne a tali aree
Parallelamente, la rete dei referenti regionali ha costruito rapporti istituzionali con tutte le Regioni italiane, partecipando ai percorsi legislativi sulle aree idonee tramite audizioni, incontri tecnici e documenti di osservazioni. Un lavoro capillare che ha prodotto 155 riunioni dei gruppi di lavoro su temi normativi, regolatori, tecnici e di mercato, con oltre 2.600 richieste di supporto tecnico e normativo gestite per gli associati.
Il programma 2026-2029: lo stoccaggio al centro
«Il filo conduttore del prossimo triennio sarà accompagnare il passaggio da un mercato centrato sulla sola produzione di energia a un sistema in cui produzione, accumulo, consumo, flessibilità e gestione intelligente dell'energia saranno sempre più integrati», ha dichiarato Viscontini. I sistemi di accumulo vengono indicati come tecnologia trasversale destinata a crescere in tutti i segmenti: residenziale, commerciale-industriale e utility scale.
Il programma del nuovo Consiglio direttivo si articola su priorità precise:
- Revisione delle procedure autorizzative
- Disciplina delle aree idonee
- Riforma delle connessioni
- Sviluppo di autoconsumo e Comunità Energetiche Rinnovabili
- Integrazione dei sistemi di accumulo
- Rafforzamento della filiera industriale europea del fotovoltaico
L'associazione intende anche lavorare sui nuovi modelli di mercato legati alla valorizzazione dell'energia, spingendo produttori, consumatori e operatori verso una partecipazione più attiva alla vendita, ai mercati della flessibilità e all'erogazione di servizi alla rete. Un'evoluzione che si collega all'attuazione della direttiva europea "Case Green", con l'obiettivo di trasformare gli edifici in sistemi energetici integrati dove fotovoltaico, accumulo, climatizzazione elettrica ed efficienza convivono.
Sul tavolo ci sono anche digitalizzazione, intelligenza artificiale, smart grid e mobilità elettrica, con un'attenzione specifica alle competenze necessarie per operare nei nuovi mercati: gestione dei flussi energetici, aspetti di compliance, utilizzo degli accumuli come risorsa per il sistema elettrico.
Il nuovo Consiglio direttivo eletto ieri comprende 29 membri tra cui Marcello Astolfi, Marco Gennaro Balzano, Andrea Brumgnach, Alessandro Caffarelli, Daniela Carriera, Stefano Cavriani, Claudio Conti, Alberto Cuter, Stefano Domenicali, Francesco Emmolo, Fulvio Ferrari e altri professionisti della filiera.
La traiettoria disegnata da Italia Solare per i prossimi tre anni punta a un'integrazione sempre più stretta tra generazione distribuita e gestione attiva della rete. Se il mandato appena concluso ha consolidato il ruolo dell'associazione nel dialogo istituzionale, il prossimo triennio misurerà la capacità del settore di passare dalla rivendicazione normativa alla costruzione di un mercato elettrico in cui il fotovoltaico non è più solo fonte intermittente, ma nodo di un sistema flessibile.



