Fotovoltaico tandem: LONGi al 35,5% sposta l’asticella della transizione, ma la sfida è portarlo sul tetto

Il 35,5% di efficienza certificato il 14 luglio 2026 dall'European Solar Test Installation (ESTI) non è solo l'ennesimo record di laboratorio. È il punto più avanzato di una traiettoria che sta ridisegnando i confini fisici ed economici del fotovoltaico, con implicazioni dirette per il sistema elettrico e le strategie industriali della transizione. In tre anni, LONGi Green Energy ha portato le sue celle tandem perovskite-silicio dal 33,9% all'attuale 35,5%, superando il limite di Shockley-Queisser del 33,7% che imprigiona le celle a singola giunzione e avvicinandosi al tetto teorico del 43% previsto per questa architettura a doppia giunzione. Il dato, presentato alla «Photovoltaic and Energy Storage Innovation Technology Launch Conference 2026» di Shanghai, ha già trovato spazio nella 68ª edizione delle Solar Cell Efficiency Tables curate dal team del professor Martin Green all'Università del Nuovo Galles del Sud — la bibbia del settore.

La progressione dei record: un ritmo senza precedenti

La sequenza temporale dei primati LONGi racconta un'accelerazione che ha pochi equivalenti nella storia del fotovoltaico:

  • Novembre 2023: 33,9%
  • Giugno 2024: 34,6%
  • Aprile 2025: 34,85%
  • Luglio 2025: 34,58%
  • Febbraio 2026: 35,2%
  • Luglio 2026: 35,5%

Un avanzamento di 1,6 punti percentuali in 32 mesi. Per i non addetti ai lavori possono sembrare scarti minimi; per chi opera nel sistema energia, ogni decimale guadagnato su una tecnologia che punta a sostituire il silicio puro equivale a un potenziale taglio del costo livellato dell'energia (LCOE) e a una maggiore densità di produzione per metro quadrato installato.

Le fonti non sono del tutto allineate su alcuni passaggi intermedi. pv magazine Italia riporta un 34,85% certificato dal NREL ad aprile 2025 e presentato come "precedente record direttamente confrontabile", mentre Rinnovabili.it colloca a luglio 2025 un valore di 34,58%. La differenza — 0,27 punti — potrebbe dipendere dall'ente certificatore (ESTI contro NREL), dalle condizioni di misura o dall'area attiva del dispositivo testato. In ogni caso, la forbice è contenuta e non altera il quadro d'insieme: la tecnologia avanza più velocemente di quanto il settore si aspettasse solo tre anni fa.

Dalla cella da laboratorio al modulo commerciale: il crinale dell'industrializzazione

Qui si gioca la partita vera. Il record del 35,5% è stato misurato su una cella tandem a due terminali di cui LONGi non ha comunicato l'area attiva né le caratteristiche elettriche dettagliate. I precedenti primati certificati dall'azienda (35,2%, 34,85%, 34,6%, 33,9%) sono stati ottenuti su dispositivi con superficie attiva di circa 0,9 cm² — dimensioni da laboratorio, lontanissime dai formati industriali. Tradurre quell'efficienza su superfici di centinaia di centimetri quadrati senza perdere resa, stabilità e durabilità è il problema che separa il primato scientifico dal prodotto commerciale.

LONGi sta già percorrendo questo crinale. L'azienda detiene record certificati anche su dispositivi di area maggiore:

FormatoAreaEfficienza
Cella tandem da laboratorion.d. (non comunicata)35,5%
Cella tandem area intermedia261 cm²34,3% *
Cella tandem area intermedia274 cm²32,2%
Cella tandem area intermedia260,9 cm²33,0% (giugno 2025)
Modulo tandem doppia giunzioneformato non specificato31,4%
Modulo tandem doppia giunzioneformato non specificato29,4%
  • Nota: Rinnovabili.it riporta 34,3% per la cella da 261 cm², lo stesso valore indicato da MarketScreener. La certificazione è del Fraunhofer ISE.

Il gap tra cella record e modulo si attesta tra i 4 e i 6 punti percentuali. È un differenziale fisiologico per qualsiasi tecnologia fotovoltaica, ma la sua ampiezza segnala quanto lavoro resti da fare su deposizione uniforme, incapsulamento, gestione delle perdite elettriche e stabilità nel lungo periodo della perovskite — materiale notoriamente sensibile a umidità e calore.

Pannello solare tandem al silicio su tetto inondato dal sole, con riflessi iridescenti della cella fotovoltaica a doppia giunzione
Il nuovo record del 35,5% per le celle tandem perovskite-silicio segna un passo decisivo per l'efficienza fotovoltaica, ma la vera sfida è trasferire il risultato dal laboratorio ai tetti.

A giugno 2026, riporta pv magazine Italia, la stessa LONGi ha dichiarato di non avere in corso un piano attivo di produzione di massa per le celle tandem. La roadmap prevede ulteriori sviluppi su resa produttiva, incapsulamento e riduzione dei costi prima di arrivare al mercato.

Cosa cambia per il sistema elettrico e la competizione industriale

Il superamento del limite di Shockley-Queisser con una tecnologia tandem ha tre implicazioni dirette per il settore energia.

Primo: densità di potenza. Una cella che converte il 35,5% della radiazione solare incidente — contro il 24-26% delle migliori celle al silicio commerciali — promette, a parità di superficie, più energia prodotta. In contesti dove lo spazio è vincolante (tetti industriali saturi, aree a elevato costo del suolo, agrivoltaico con esigenze di ombreggiamento), questo si traduce in una leva competitiva immediata.

Secondo: produzione più costante. La perovskite assorbe in modo complementare rispetto al silicio, catturando meglio le componenti blu e verde dello spettro. Il risultato è una curva di generazione più piatta durante la giornata, con benefici per l'integrazione in reti a crescente penetrazione di rinnovabili.

Terzo: segnale di policy. I 21 GW di capacità produttiva celle dell'impianto LONGi a Xixian, dove è già entrata in produzione la tecnologia proprietaria ACM (nano-alloy contact matrix) per celle back-contact, indicano che la Cina continua a investire massicciamente nella leadership tecnologica del fotovoltaico. In parallelo, LONGi ha presentato un ecosistema di tecnologie — backsheet conduttivo integrato, interconnessione shingled, busbar nascosti, piattaforma digitale Longi One OS — che configura un'offerta di sistema, non di singolo componente. Per l'industria europea, che pure eccelle nella ricerca sulle perovskiti (si veda il 27,3% raggiunto a luglio 2026 da Università di Potsdam ed Empa su tripla giunzione), il divario di capacità produttiva e integrazione verticale resta il nodo strategico.

La certificazione ESTI — un ente del Joint Research Centre della Commissione Europea con sede in Italia — aggiunge un elemento geopolitico non trascurabile: è un'infrastruttura di validazione pubblica europea a certificare il primato di un'azienda cinese. Il che da un lato conferma l'affidabilità dei dati, dall'altro ricorda che il continente possiede competenze di misura e standardizzazione di prim'ordine, ma fatica a trasformarle in produzione di massa.

Il vero parametro non è il record, ma la velocità con cui arriva sul tetto

Se si guarda alla progressione temporale, LONGi ha guadagnato circa 1,6 punti di efficienza in meno di tre anni sulle celle da laboratorio. I moduli tandem, però, sono fermi tra il 29,4% e il 31,4% da almeno un anno — un plateau che suggerisce come il collo di bottiglia non sia più la fisica della cella, ma l'ingegneria di processo e l'affidabilità sul campo. La domanda per chi investe nel sistema energia non è "quanto sale l'efficienza in laboratorio", ma "quando e a che prezzo arriva sul mercato un modulo tandem con 25 anni di garanzia".

Fonti

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