Hi-MO 9 Prime: LONGi porta la tecnologia back-contact a 680 W e 25,2%

Nel solare utility-scale europeo, dove il suolo disponibile è diventato una variabile finanziaria prima ancora che tecnica, LONGi ha presentato il 23 giugno 2026 all'Intersolar Europe di Monaco di Baviera il suo nuovo modulo Hi-MO 9 Prime: 680 W di potenza massima, efficienza fino al 25,2%, basato sulla tecnologia back-contact HPBC 2.0. Il prodotto segna un avanzamento rispetto alla versione Hi-MO 9 da 670 W lanciata nel 2025: stesso formato e piattaforma back-contact, ma una densità di potenza ottimizzata che, in un mercato europeo sempre più stretto tra obiettivi di capacità e vincoli territoriali, si traduce direttamente in una migliore economia di progetto.

La densità di potenza vale €67.430 annui ogni 10 ettari

Per uno sviluppatore utility-scale, il margine tra due tecnologie si misura in megawatt installabili sullo stesso lotto. Con un rapporto di copertura del suolo (GCR) al 50% su un appezzamento da 10 ettari nelle Midlands del Regno Unito, l'Hi-MO 9 Prime raggiunge una capacità installata di 12,56 MW contro i 12,00 MW dei moduli non-BC convenzionali: un incremento del 4,62% a parità di layout e superficie. In termini di produzione, quel margine si traduce in 648,4 MWh aggiuntivi l'anno e in oltre €67.430 di entrate annue extra per i proprietari dell'impianto.

La tolleranza all'ombreggiamento amplifica il vantaggio operativo. Per gli impianti ad alto GCR, l'ombra da stringa a stringa è un rischio fisiologico in certe fasce orarie: quando una singola cella è ombreggiata, la struttura BC altamente parallela dell'Hi-MO 9 Prime riduce la perdita di potenza di oltre il 70% rispetto ai moduli convenzionali non-BC. Questo avvicina la produzione reale alle stime teoriche, riducendo il rischio di ricavo per sviluppatori e finanziatori del progetto.

HPBC 2.0 e STAC: affidabilità progettata su trent'anni

L'Hi-MO 9 Prime si basa su un'architettura a celle sovrapposte che elimina gli spazi tra le celle e nasconde le busbar, massimizzando l'area fotosensibile. Nelle parole di Miki Risita, product manager di LONGi, "l'approccio è paragonabile ai design a celle shingled, ma riduce significativamente lo stress meccanico tra le celle, migliorando l'affidabilità nel lungo periodo".

LONGi lancia modulo fotovoltaico back-contact da 680 W con efficienza del 25,2%
Pannelli solari e turbine eoliche in una centrale di energia rinnovabile in Vietnam. Foto di Quang Nguyen Vinh su Pexels

Per il mercato utility-scale, la durabilità conta quanto l'efficienza iniziale. Il modulo dichiara un degrado inferiore all'1% nel primo anno e un massimo dello 0,35% annuo dal secondo al trentesimo anno: applicando questi valori, il degrado cumulativo massimo raggiunge l'11,15%, coerente con la potenza residua garantita dell'88,85% a trent'anni. La garanzia copre 12 anni su materiali e processi e 30 anni sulla potenza di uscita lineare.

La tecnologia proprietaria STAC (Selective Temperature Alloy Connection) minimizza lo stress termico localizzato durante la produzione. Il design privo di piombo migliora la resistenza alla corrosione degli elettrodi; il doppio vetro da 2,0 mm regge carichi statici fino a 5.400 Pa sul lato anteriore e 2.400 Pa sul posteriore, con resistenza alla grandine certificata su chicchi da 25 mm a 23 m/s.

Disponibilità commerciale e specifiche tecniche

La produzione commerciale avvierà entro fine 2026; i volumi saliranno a regime nel primo trimestre del 2027, con i primi ordini già acquisiti. La serie è destinata principalmente ai segmenti utility-scale e commerciale.

SpecificaValore
Potenza650–680 W
Efficienza massima25,17%
Celle132 half-cut back-contact
Dimensioni2.382 × 1.134 × 30 mm
Peso33,5 kg
Tensione sistema max1.500 V
Coefficiente temperatura Pmax-0,26%/°C
Bifaccialità75% ±5%

Sul dato di efficienza le due fonti adottano precisioni diverse: pv magazine Italia cita 25,17% come valore esatto nella configurazione a 680 W, Rinnovabili.it arrotonda a 25,2%. La differenza è puramente convenzionale.

Il lancio dell'Hi-MO 9 Prime avviene in un contesto di mercato in rallentamento: come avevamo riportato, nel 2026 le installazioni solari globali sono attese in calo dell'8%, la prima contrazione in oltre vent'anni. In un ciclo dove la crescita volumetrica rallenta, competere sull'efficienza per ettaro e sulla protezione degli asset su trent'anni è la variabile che separa le tecnologie premium da quelle commodity.

Fonti

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