A luglio 2026 i prezzi dei moduli solari in Europa restano sostanzialmente stabili in quasi tutti i segmenti tecnologici, con una disponibilità di prodotto in netto miglioramento. È il secondo mese dell’anno senza aumenti generalizzati. Il dato arriva in un contesto di persistente eccesso di offerta cinese, ma il fatto che questa pressione non si traduca in ulteriori ribassi segnala un mercato entrato in una fase diversa: non più governato solo dal prezzo al watt, ma da una combinazione di scelte tecnologiche, vincoli industriali e politiche di filiera.
L’eccesso di offerta cinese non abbatte più i listini
La capacità produttiva cinese continua a superare la domanda globale, eppure i prezzi dei moduli TOPCon — la tecnologia dominante — non solo non scendono, ma mostrano una leggera tendenza al ribasso dopo essersi stabilizzati. La ragione è nei conti dei produttori: le linee TOPCon, ottimizzate con investimenti recenti, devono operare ad alti tassi di utilizzo per generare i ricavi necessari a ripagare gli impianti. I tagli produttivi introdotti in passato per sostenere i prezzi si sono rivelati insostenibili: capacità inutilizzata significa costi di finanziamento senza corrispondenti entrate.
Il risultato è una sovrapproduzione cronica che, paradossalmente, non deprime ulteriormente i listini perché i margini sono già compressi al punto da rendere economicamente difficile scendere ancora. Lo conferma Martin Schachinger su pv magazine Italia: è improbabile che nel 2026 si verifichino nuovi aumenti per i moduli TOPCon, ma continuano a mostrare una leggera tendenza al ribasso.
Back contact e perovskite: la rincorsa tecnologica che drena risorse
Mentre il segmento TOPCon è in stallo, i moduli a contatto posteriore (back contact) con efficienza superiore al 24% vivono una dinamica opposta: domanda elevata, offerta limitata e prezzi sostenuti o in lieve rialzo. Solo tre produttori cinesi — Aiko, Longi e TCL — li producono su larga scala, e molti marchi si affidano a loro in regime OEM. Le controversie sui brevetti tra i produttori e la riluttanza a convertire linee TOPCon appena ottimizzate frenano l’espansione dell’offerta.
La vera partita industriale, però, si sta giocando sulla perovskite. I moduli tandem che combinano strati di perovskite con celle di silicio cristallino promettono efficienze teoriche superiori al 30%. Oxford PV, azienda con sede nel Brandeburgo, ha già moduli tandem in fase pilota con efficienza attuale leggermente sopra il 25% e un target del 27% per il 2027. I primi prodotti di massa con questa tecnologia sono attesi tra fine 2027 e inizio 2028.
Il problema è il doppio fronte di investimento: i produttori devono massimizzare il ritorno sulle linee TOPCon esistenti e allo stesso tempo finanziare la transizione alla perovskite. Longi ha certificato il 14 luglio 2026 un record di efficienza del 35,5% per celle tandem perovskite-silicio, ma già a giugno aveva dichiarato di non avere piani attivi di produzione di massa per questa tecnologia. Un segnale di quanto l’equilibrio finanziario tra presente e futuro sia delicato.
Oltre il prezzo al watt: logistica, accumuli e resilienza della filiera
La stabilità dei prezzi si inserisce in un ripensamento più ampio dei criteri di acquisto. Secondo quanto riporta QualEnergia, tra gli operatori del settore il prezzo non è più l’unica variabile decisionale: logistica, accumuli, resilienza delle filiere e politiche industriali europee stanno assumendo un peso crescente nelle scelte di approvvigionamento.
È un cambiamento strutturale per un mercato che per anni ha corso sulla sola riduzione dei costi. Oggi l’acquirente professionale valuta la sicurezza della fornitura nel tempo, la compatibilità con sistemi di accumulo, l’esposizione a rischi geopolitici e brevettuali, e la coerenza con le strategie industriali europee. La tecnologia back contact, con il suo premium price e le sue catene di fornitura concentrate, è il banco di prova di questa nuova complessità.
Nel frattempo si allarga il divario tra i prezzi dei moduli per piccoli impianti residenziali — dove l’efficienza e l’estetica full-black giustificano costi più alti — e quelli per impianti commerciali e utility-scale, che continuano a beneficiare della disponibilità abbondante di moduli TOPCon standard.
