Autoconsumo pubblico Sardegna: 14 mln 2026, 69,8 scorrimento

Quattordici milioni di euro per il 2026, che possono arrivare fino a 69,8 milioni sommando gli stanziamenti 2027 e 2028 da 27,9 milioni ciascuno (calcolo: 14 + 27,9 + 27,9). La Regione Sardegna ha aperto il bando «Progetto Pilota 2026» per installare fotovoltaico e sistemi di accumulo sugli edifici pubblici dei Comuni con più di 20.000 abitanti. Il contributo copre fino al 100% delle spese ammissibili, ma il progetto si regge su un vincolo preciso: almeno il 70% della produzione annua deve finire in autoconsumo, batterie incluse. Per il settore potrebbe essere letto come un test su scala regionale di come la pubblica amministrazione possa diventare prosumer, non solo cliente finale.

Il bando premia soprattutto l'autoconsumo, ma valuta anche il contributo regionale richiesto per kW

Ogni impianto finanziato deve garantire una quota annua di almeno il 70% della produzione destinata all'autoconsumo. Il dimensionamento non si fa a tavolino: va giustificato sui consumi storici delle utenze degli ultimi 12 mesi, con l'obiettivo dichiarato di massimizzare l'autoconsumo. Il bando premia soprattutto l'autoconsumo (fino a 30 punti oltre la soglia del 70%), ma valuta anche il contributo regionale richiesto per kW di potenza (fino a 25 punti).

Cosa finanzia il bando

Sono ammissibili impianti fotovoltaici su coperture di edifici e su spazi pertinenziali già impermeabilizzati, come i parcheggi. Via libera anche a repowering e revamping di impianti esistenti e a sistemi di accumulo elettrochimico, anche al servizio di fotovoltaico già installato. Le soluzioni per ridurre l'energia immessa in rete — compresa la connessione di più edifici dello stesso Comune — e le opere edili e impiantistiche collegate sono finanziabili ciascuna fino al 30% del costo di impianti e batterie. I lavori vanno affidati secondo il Codice dei contratti pubblici e nel rispetto dei Criteri ambientali minimi per l'edilizia, e conclusi e collaudati entro 24 mesi dalla firma della convenzione.

Chi partecipa e come si valutano le domande

Possono presentare domanda i Comuni con più di 20.000 abitanti. Ciascun ente può inviare una sola istanza, che però può comprendere più interventi su immobili di proprietà o nella propria disponibilità, compresi quelli locati, concessi o affidati a terzi e quelli gestiti da una ESCo. Il finanziamento richiesto va da un minimo di 500.000 euro a un massimo di 3 milioni per i Comuni sotto i 100.000 abitanti, che sale a 5 milioni per Cagliari e Sassari.

Sardegna: 14 milioni di euro per fotovoltaico sugli edifici comunali
Edificio scolastico con pannelli solari sul tetto, rastrelliere blu per biciclette e aiuole in una giornata di sole. Foto di Sergej ***** su Pexels

Le domande ammissibili vengono valutate su un massimo di 100 punti:

  • 22 punti per il livello di progettazione approvata, dal Documento di indirizzo alla progettazione al progetto esecutivo
  • 20 punti per il cofinanziamento
  • 30 punti per l'autoconsumo oltre la soglia del 70%
  • 25 punti per il minor costo dell'impianto rispetto alla potenza
  • 3 punti di premialità per i Comuni che non hanno ricevuto aiuti regionali o nazionali per fotovoltaico o accumuli nei cinque anni precedenti la pubblicazione dell'avviso

Una dotazione triennale che cambia la scala dell'intervento

La dotazione iniziale di 14 milioni per il 2026 è solo il primo passo. Se le risorse non bastano a soddisfare tutte le domande ammissibili, la graduatoria può scorrere attingendo agli stanziamenti 2027 e 2028, pari a 27,9 milioni per ciascuna annualità. Il plafond teoricamente attivabile sale così a 69,8 milioni, quasi cinque volte l'importo di partenza (calcolo: 69,8 diviso 14 è pari a circa 4,99).

Le due testate consultate, pv magazine Italia e QualEnergia, riportano le stesse cifre su dotazione e soglie; i criteri di valutazione sono descritti da QualEnergia.

Il vero banco di prova è la connessione tra edifici

Per le ESCo e per i progettisti che lavorano con i Comuni, la partita sembra spostarsi sulla capacità di modellare i consumi e di collegare più edifici in un'unica configurazione. Le domande vanno inviate via PEC entro il 23 novembre 2026, ore 18.

Fonti

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