La transizione energetica delle aziende agricole passa anche dai tetti: la Facility Parco Agrisolare del Pnrr ha assegnato 505 MW di fotovoltaico, ma la domanda presentata vale 1,74 miliardi, oltre il doppio delle risorse. Il GSE ha pubblicato il 13 ottobre 2026 il primo elenco della misura: 770,4 milioni a 7.409 imprese. Le esclusioni più numerose dipendono però dalla documentazione: 7.610 domande non idonee (775,4 milioni, quasi 545 MW), che secondo il GSE non possono accedere al soccorso istruttorio.
GSE: 770 milioni su 505 MW di fotovoltaico agricolo
L'assegnazione si è chiusa il 31 agosto con 770.422.678,19 euro su 7.409 progetti, per una potenza cumulativa di 504.996,88 kWp, circa 505 MW. L'avviso attua il decreto del Masaf del 17 dicembre 2025. Il rapporto medio tra contributo e potenza è di circa 1.500 euro per kW.
La geografia dei fondi premia il Nord. La Lombardia guida con 884 progetti, 145,2 milioni — il 18,8% del totale — e 92 MW. Seguono Veneto (735 progetti, 99,5 milioni), Emilia-Romagna (633, 84,6 milioni) e Piemonte (664, 72,5 milioni). La prima regione del Sud è la Sicilia (617 progetti, 58,3 milioni), davanti a Puglia (55,1 milioni) e Campania (48,9 milioni). Il contributo più alto, 1,54 milioni, va a un impianto da 847 kW della Società agricola Dossi di Franguelli Eugenio & C. a Costa de' Nobili (Pavia).
Le domande escluse valgono più di quelle ammesse
Le richieste, presentate tra il 10 marzo e il 9 aprile, sono state 16.919. Solo una parte ha superato le verifiche. Ci sono 1.863 domande idonee ma non finanziate per esaurimento dei fondi: 187,3 milioni richiesti e circa 170 MW. Pesano poi 7.610 domande non idonee, per un valore potenziale di 775,4 milioni e quasi 545 MW.
Le quattro categorie — 7.409 ammesse, 1.863 idonee non finanziate, 7.610 non idonee e 37 rinunce (3,9 milioni) — sommano esattamente le 16.919 domande. In valore, le richieste escluse o in attesa arrivano a 962,7 milioni (187,3 più 775,4), più del totale delle ammesse (770,4 milioni). In numero, le 7.610 non idonee superano di poco le 7.409 ammesse e sfiorano il 45% del presentato.
Il GSE precisa che eventuali nuove risorse da rinunce o economie andranno alle idonee non finanziate, rispettando priorità e ordine cronologico. Per le non idonee, "allo stato attuale non è prevista l'attivazione del soccorso istruttorio".
Il nodo documentale e i progetti "pronti just in time"
Marino Berton, consulente di ESCo Agroenergetica, sottolinea che per questo bando "non è stato fatto il soccorso istruttorio": un "dentro o fuori" in prima battuta. Molti progetti esclusi lo sarebbero per carenze minime — una bolletta o una firma mancante — potenzialmente sanabili. La documentazione richiesta è complessa: schema elettrico unifilare, bollette dei consumi, documenti camerali.
Berton definisce i progetti già in graduatoria "pronti just in time", cantierabili senza nuovi bandi. Secondo la sua stima, contando gli idonei e quelli recuperabili, si potrebbero realizzare in tempi brevi oltre 500 MW. I beneficiari hanno 18 mesi dalla concessione per chiudere i lavori, con rendicontazione finale entro il 31 dicembre 2028.
Per Berton sarebbe auspicabile destinare alla Facility una quota del margine di flessibilità di bilancio — stimato in circa 14 miliardi — che l'Italia punta a ottenere per l'energia con la clausola nazionale di salvaguardia del Patto di stabilità Ue. A maggio 2026, in un question time al Senato, il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida aveva parlato di 16.000 imprese partecipanti e di 8.000 da finanziare "in una prima fase", auspicando di "trovare ulteriori risorse".
Perché la domanda resta doppia: il collo di bottiglia delle risorse
Le domande idonee non finanziate pesano circa 170 MW; le non idonee, circa 545 MW, non hanno un percorso di recupero previsto dal GSE. Sommate, le due categorie superano i 505 MW finanziati, ma restano categorie diverse.
Sul piano finanziario, i 770,4 milioni assegnati coprono il 44,3% dei 1,74 miliardi richiesti (770,4 su 1.740). Con la prima versione della misura erano state ammesse circa 23.000 imprese per 1,7 GW: un ordine di grandezza che questa finestra non replica.
Per il sistema energia, il segnale è duplice: la domanda di autoproduzione da fotovoltaico agricolo c'è e supera le risorse Pnrr, ma una quota rilevante di progetti si perde sulle verifiche documentali. Il GSE ha chiarito che eventuali economie o rinunce andranno alle idonee non finanziate, mentre per le non idonee non è previsto il soccorso istruttorio. La finestra si chiude con 505 MW finanziati e una lista d'attesa che, senza nuove risorse, resta fuori.
