Certificati Bianchi: la nuova Guida operativa 2026 apre a data center e flotte elettriche
Con l'approvazione della Guida operativa 2026, il meccanismo dei Certificati Bianchi si allarga a settori finora esclusi e ridisegna le regole per chi investe in efficienza energetica. Data center, mobilità elettrica ed economia circolare diventano ambiti ufficialmente incentivati, mentre procedure più snelle e una maggiore flessibilità nella misurazione dei risparmi promettono di abbassare le barriere d'ingresso per imprese ed ESCo. Il decreto direttoriale n. 203 del 28 luglio 2026 dà il via libera al documento del GSE che attua le novità introdotte dal decreto ministeriale del 21 luglio 2025.
Procedure più snelle e multi-titolarità fino a 50 TEP
La Guida introduce la multi-titolarità dei progetti, permettendo a più soggetti di aggregare interventi diversi purché il risparmio annuo complessivo stimato non superi i 50 TEP e le operazioni siano omogenee (nuova installazione, sostituzione o efficientamento integrato). Il contratto tipo prevede che i Titoli di Efficienza Energetica (TEE) vengano riconosciuti direttamente al proponente, anche quando l'investimento è sostenuto da un raggruppamento di imprese. Resta possibile la sostituzione del soggetto proponente in caso di fusioni o operazioni societarie assimilabili.
Sul fronte delle tempistiche, chi invia una comunicazione preliminare (CP) o una richiesta di valutazione preliminare (RVP) ha 24 mesi per presentare la domanda formale. Se il termine viene superato, si può ancora utilizzare la data iniziale della CP/RVP per dimostrare l'avvio dei lavori, a patto che il ritardo complessivo non ecceda i 48 mesi; oltre i 24 mesi scatta una penalità proporzionale sul quantitativo di TEE riconosciuti.
Cumulabilità con altri incentivi: il tetto del 50% e il controllo antisovracompensazione
I TEE possono essere cumulati con altri aiuti pubblici, ma soltanto fino al 50%. La Guida elenca gli strumenti interessati: contratti istituzionali di sviluppo, contratti di sviluppo, progetti del PNRR e del Piano Nazionale Complementare, investimenti agevolati tramite il Fondo per il sostegno alla transizione industriale. A ogni rendicontazione, il proponente deve dichiarare il rispetto del limite di sovracompensazione, confrontando il valore economico dei TEE con i costi di realizzazione del progetto. In caso di superamento, la rendicontazione non può essere presentata.
Data center, mobilità elettrica ed economia circolare entrano nel perimetro ufficiale
L'elenco dei Progetti Standardizzati si arricchisce di tre nuove voci: acquisto di flotte di veicoli elettrici alimentati da energia rinnovabile, adozione di sistemi di segnalazione e gestione efficienti, acquisto di macchine operatrici a trazione elettrica o alimentate da uno o più combustibili. Viene inoltre formalizzata la categoria dei progetti di efficientamento energetico integrato, ovvero l'insieme di più interventi su un componente, un mezzo di trasporto, una linea produttiva o un edificio realizzati dallo stesso titolare, escludendo manutenzione ordinaria e ripristino.
La Guida dedica un'attenzione esplicita ai data center, definiti dal MASE come uno degli ambiti strategici per lo sviluppo del mercato nazionale, e agli interventi che combinano efficienza energetica ed economia circolare. Il viceministro Vannia Gava ha sottolineato che «il nuovo impianto valorizza il contributo dell'economia circolare agli obiettivi energetici nazionali, premiando le filiere che investono nell'innovazione dei processi produttivi, nell'utilizzo di materiali riciclati e nell'uso efficiente delle risorse». Il provvedimento punta anche su elettrificazione da fonti rinnovabili e risparmio idrico indiretto.
Baseline più flessibile: addio al monitoraggio obbligatorio di 12 mesi in molti casi
Una delle modifiche più impattanti riguarda la determinazione del consumo di baseline. Rispetto alla Guida 2019, la versione 2026 consente di utilizzare dati desumibili da schede tecniche o documentazione, senza un intero ciclo di monitoraggio ex ante, purché si adotti il valore più conservativo rispetto al consumo di riferimento. Viene anche chiarito che se la modifica del servizio reso non è normalizzabile, il progetto si configura come nuova installazione anche ai fini del calcolo della vita utile.
| Regola 2019 | Regola 2026 |
|---|---|
| Monitoraggio ex ante di 12 mesi, da concludersi prima dell'avvio dei lavori | Le misure possono essere condotte anche dopo l'avvio, se rappresentative delle condizioni ante intervento |
| Riduzione del periodo di monitoraggio solo con dimostrazione di rappresentatività | Confermato, ma con possibilità di adottare il valore più conservativo tra consumo di riferimento e dati da schede tecniche, senza monitoraggio completo |
| Nessuna alternativa al monitoraggio per la baseline | Possibilità di determinare la baseline senza monitoraggio quando sono disponibili prove tecniche certificate (es. prove fumi) più conservative del consumo di riferimento |
Che cosa cambia per il sistema energetico
L'aggiornamento della Guida operativa arriva in un momento in cui il meccanismo dei Certificati Bianchi cerca di riguadagnare centralità dopo anni di adeguamenti normativi. L'apertura ai data center e alla mobilità elettrica risponde a due tendenze ormai strutturali del sistema energetico: la crescita esponenziale della domanda di calcolo e il rinnovamento del parco veicoli verso l'elettrico. Riconoscere come incentivabili questi interventi significa indirizzare risorse pubbliche lì dove i consumi stanno aumentando più rapidamente, creando un doppio effetto: contenimento della domanda aggregata e stimolo all'innovazione tecnologica.
La multi-titolarità e la flessibilità sulla baseline puntano ad abbassare i costi amministrativi, fattore che ha spesso frenato l'adesione di piccole e medie imprese. Poter aggregare progetti fino a 50 TEP e presentare domanda senza un monitoraggio preventivo di 12 mesi rende il meccanismo più accessibile anche a interventi di taglia medio-piccola. Allo stesso tempo, il rafforzamento dei dispositivi di anticipazione dei risparmi energetici e l'estensione del periodo di incentivazione migliorano la bancabilità dei progetti, elemento decisivo per attrarre capitali privati.
Il risultato complessivo è un meccanismo che si avvicina al disegno originario – premiare i risparmi energetici effettivi – ma con una cornice operativa più aderente alla realtà industriale e capace di intercettare i nuovi vettori della transizione.